Torre Annunziata, omicidio Alfonso Fontana: colpito al torace e al collo

Lo zio del 24enne fu ucciso nel 2017

A Torre Annunziata, il giorno dopo l’omicidio di Alfonso Fontana, c’è ancora sgomento per l’accaduto. Tanti continuano a chiedersi il perché e si pongono domande sulla sicurezza in città. Dall’altro lato ci sono le forze dell’ordine che indagano sull’omicidio e provano a ricostruire la dinamica.

Quello che sembra certo è che la vittima, un 24enne pregiudicato e ritenuto legato ai «Fasano» di Castellammare di Stabia, è stato ammazzato con quattro colpi di pistola intorno alle 21. Colpito al torace e al collo non ha avuto scampo. Forse aveva riconosciuto il killer visto che sembra abbia tentato una breve, ma inutile fuga.

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Il ragazzo era il nipote di Antonio Fontana, detto «‘o Fasano», ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan camorristico dei Di Somma-Maresca, ed ex pentito, ammazzato davanti una pizzeria di Agerola nel 2017 mentre era in compagnia della moglie. Il fratello di Antonio, Luciano, invece, dopo aver fatto parte del clan Omobono-Scarpa, è passato a collaborare con la giustizia.

Ma la domanda che si pongono gli inquirenti è perché l’uomo fosse nella città oplontina, «regno» di clan diversi dal suo e se sia stato questa la causa dell’omicidio. Al momento non si esclude nessuna pista anche se la pista camorristica sembra ormai acclarata. I carabinieri della locale compagnia hanno acquisito le immagini delle videocamere presenti in zona e sperano così di trovare indizi per fare luce sulla morte del 24enne, un episodio che ancora una volta getta ombre su una terra già martoriata.

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Il Comitato anticamorra: clan assoldano ragazzi

«Ieri sera, la camorra è tornata a uccidere e l’ha fatto, nel pieno centro cittadino di Torre Annunziata, a pochi metri dal simbolo di Legalità e Giustizia per eccellenza, il Tribunale, dove è stato ammazzato un ragazzo di appena 24 anni che aveva già un lungo ‘curriculum criminale’ e non si può restare indifferenti a questi due ‘particolari’ che caratterizzano l’ennesimo omicidio di camorra». È quanto affermano i rappresentanti del Comitato anticamorra per la legalità sottolineando che «quest’omicidio e il ‘curriculum’ della vittima dimostrano che la camorra assolda ragazzi poco più che adolescenti e tra gli stessi miete le sue vittime».

«La cronaca delle ultime ore – si sottolinea – ci racconta di come la criminalità organizzata trasformi scuole abbandonate in poligoni dove addestrare al fuoco le nuove leve». Per i referenti del Comitato «Torre Annunziata, come Caivano, ma come qualunque realtà dell’area metropolitana di Napoli, ha bisogno di risposte che passano certamente attraverso una sempre più attenta ed evidente presenza dello Stato nella repressione, ma deve offrire politiche di contrasto alla devianza criminale giovanile e al disagio sociale, all’assenza di chiare alternative di vita alla strada e, quindi, alla malavita».

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