Giulia Tramontano, al via il processo a Impagnatiello: ipotesi perizia psichiatrica per la difesa

Risponderà dell’accusa di omicidio aggravato della compagna

Alessandro Impagnatiello oggi sarà in aula, davanti ai giudici della prima corte d’Assise di Milano e alla famiglia di Giulia Tramontano, per rispondere dell’accusa di omicidio aggravato della compagna, incinta al settimo mese del loro figlio Thiago, per cui rischia la condanna all’ergastolo.

La prima udienza del processo immediato sarà come sempre tecnica e scandita da ‘tappe’ obbligate: la corte presieduta da Antonella Bertoja, già giudice in primo grado del processo a Massimo Bossetti, dovrà stabilire se ammettere le telecamere in aula, decidere la lista dei testimoni e riconoscere le parti civili, quindi fissare il calendario del processo. Ma, al di là dei tecnicismi, oggi gli occhi saranno puntati sul barman accusato dell’omicidio aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla premeditazione, e dal vincolo della convivenza.

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La ricostruzione

Un delitto avvenuto la sera del 27 maggio del 2023 nella loro abitazione a Senago a poche ore dall’incontro di Giulia, 29 anni, con l’altra donna di Impagnatiello, ignara di quella relazione ufficiale. Quella sera l’imputato, 31 anni il prossimo marzo, afferra un coltello da cucina e colpisce la compagna con 37 coltellate al collo, alla schiena e al viso, almeno nove quelle sferrate quando la vittima era ancora viva (stabilirà l’autopsia), quindi prova a bruciare il corpo nella vasca da bagno, prima di trascinarlo lungo le scale e nasconderlo in garage.

Impagnatiello deve anche rispondere di interruzione di gravidanza e occultamento di cadavere: impaurito e incalzato dai carabinieri sposta il corpo nel box, qui prova a darle di nuovo fuoco con la benzina, quindi nasconde la vittima, avvolta in buste di plastica, in un anfratto dietro al box di viale Monterosa a Senago, nel comune alle porte di Milano. Fermato il primo giugno, l’indagato confessa il delitto, ma restituisce solo in parte l’orrore contro Giulia.

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Le indagini sull’omicidio di Giulia Tramontano e Thiago

Le indagini, coordinate dall’aggiunta di Milano Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, restituiscono come l’uomo, già a partire dal dicembre 2022, abbia svolto ricerche via internet sugli effetti del veleno per topi, veleno fatto ingerire per mesi all’inconsapevole vittima e in tale quantità da raggiungere anche il feto. Una premeditazione che per la procura si insinua anche in altre ricerche per parole chiave come ‘ceramica bruciata vasca da bagno’ nel vano tentativo di ripulire tutto.

Poche le armi a disposizione della difesa la cui lista di testimoni si compone di due soli nomi – lo psichiatra Raniero Rossetti e la psicologa Silvana Branciforti – a indicare la probabile volontà di procedere, nel corso del processo, a chiedere una perizia psichiatrica per stabilire la volontà di intendere e di volere di Impagnatiello al momento del fatto.

Un’eventualità che trova già pronto l’avvocato Giovanni Cacciapuoti che tutela la famiglia Tramontano – mamma Loredana, papà Franco e i fratelli Chiara e Mario – e che ha già contattato, in caso di bisogno, due psichiatri Salvatore De Feo e Diana Galletta per replicare all’eventuale mossa della difesa. L’elenco che la procura propone, invece, è ben più lungo e si compone dei carabinieri che hanno svolto le indagini, ma anche dei parenti di chi oggi siederà su posizioni opposte all’interno dell’aula.

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