Uccise la sorella, Alberto Scagni si risveglia dal coma dopo il pestaggio in cella

In seguito all’aggressione è stato operato due volte

E’ stato risvegliato dal coma farmacologico dopo venti giorni dalla aggressione in cella, ma non può essere ancora estubato e la sua prognosi resta riservata, Alberto Scagni, 42 anni, il genovese detenuto nel carcere di Valle Armea a Sanremo, in provincia di Imperia, dove sconta la condanna a 24 anni e 6 mesi di reclusione per l’omicidio della sorella Alice.

Punti Chiave Articolo

Scagni è ricoverato nella rianimazione dell’ospedale Borea di Sanremo per un politrauma riportato la sera del 22 novembre quando fu picchiato da due compagni di cella stranieri, che nel frattempo sono stati trasferiti in due strutture diverse e devono rispondere di tentato omicidio, sequestro di persona e danneggiamenti.

Pubblicità

Scagni è stato assalito e picchiato per diverse ore con calci, pugni e addirittura con le gambe di un tavolo, utilizzate come bastoni. Il primario di Rianimazione di Asl 1, Gorgie Ardizzone ha fatto sapere che è stata aperta una «finestra neurologica», una momentanea interruzione della sedazione per potere valutare lo stato neurologico e passare a un eventuale svezzamento dalla ventilazione meccanica.

Scagni, che è riuscito a eseguire ordini semplici, è stato sottoposto a una ecografia dell’addome risultata nella norma. In seguito all’aggressione è stato operato due volte per una frattura multipla del naso e una per una lesione alla laringe.

Pubblicità Pastificio Setaro

Le indagini sul pestaggio

Il movente dell’aggressione è ancora da chiarire. La madre di Scagni ha chiesto chiarimenti, sorpresa per la mancata protezione del figlio che era stato già aggredito in carcere a Genova. Si attende dunque l’esito delle indagini della procura.

Nei giorni scorsi era stato eseguito un sopralluogo nella cella da parte della pm Veronica Meglio accompagnata dalla polizia scientifica e da due legali di Scagni, Mirko Bettoli e Alberto Caselli Lapeschi. Gli avvocati hanno già presentato un esposto in cui chiedono di capire tra le altre cose come mai il detenuto non fosse stato messo in isolamento dopo l’aggressione avvenuta poche settimane prima nella casa circondariale di Marassi.

Sull’episodio di violenza è intervenuto anche il sindacato degli agenti penitenziari Uspp secondo il quale all’origine del pestaggio di Scagni e di altre azioni violente, l’ultima una rissa scoppiata sabato sempre a Sanremo tra gruppi di detenuti di nazionalità diverse, potrebbe esserci l’abuso di alcol ottenuto in maniera artigianale dalla macerazione della frutta. Bisognerebbe sostituire alcuni alimenti come già fatto da altri istituti penitenziari, dice il sindacato.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Mafalda torna in tv: Netflix rilancia con una serie il classico di Quino

Mafalda è pronta a tornare, questa volta sullo schermo. Netflix ha avviato la produzione di una nuova serie animata dedicata al celebre personaggio creato...

Inquinamento Sarno, scatta un nuovo sequestro in un cantiere nautico a Torre Annunziata

Area di 1.550 mq sotto sigilli per violazioni ambientali Un’altra operazione contro i reati ambientali nel territorio del Sarno porta al sequestro di una porzione...

Ultime notizie

Crisi di Hormuz, Meloni: «L’Italia farà la sua parte con l’ok del Parlamento»

La premier: navi italiane con postura esclusivamente difensiva Dopo la tregua tra Washington e Teheran, si accelera sul dossier Hormuz. L’Italia si dice pronta a...

Falso in bilancio, processo a De Laurentiis verso il ritorno al gup: eccezione della difesa

Nullità degli atti sollevata in aula, decisione il 20 maggio Il processo per presunto falso in bilancio che coinvolge il presidente del Napoli Aurelio De...

Inquinamento del fiume Sarno, sequestrato cantiere nautico a Torre Annunziata

Contestati scarichi abusivi e rifiuti smaltiti irregolarmente A Torre Annunziata i carabinieri del gruppo per la tutela ambientale di Napoli e del comando provinciale hanno...