Il mare non bagna Napoli: in città solo 200 metri di spiaggia libera

Anche quest’anno proposte disattese, ma qualcosa parrebbe muoversi… alla prossima estate

Il mare non bagna Napoli, il riferimento questa volta non riguarda la nota raccolta di racconti e reportage realizzati dalla scrittrice Anna Maria Ortese pubblicata nel 1953, bensì una realtà oggettiva ben più discutibile. Con la stagione estiva conclusa arriva inesorabile il momento dei consuntivi.

Per il secondo anno di seguito le presenze nel capoluogo partenopeo hanno fatto registrare numeri da capogiro, tanti soprattutto di stranieri; a luglio lo scalo aereoportuale di Capodichino ha segnato un numero di arrivi mai raggiunto fino ad oggi, quasi 1,5 milioni. Numeri questi che assegnano al capoluogo campano il riconoscimento a pieno titolo di metropoli a vocazione turistica.

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Non c’è che dire, Napoli affascina e incuriosisce; sarà per l’immenso patrimonio artistico, saranno la cultura o l’enogastronomia, fatto è che la città ha contenuti in grado di intercettare enormi flussi turistici. Purtroppo tra questi attrattori non risulta il mare, una risorsa dal potenziale immenso ma troppo poco considerata; una fonte che, se sfruttata darebbe un impatto notevole su economia e lavoro. Mare significa infatti trasporti, commercio, diporto, pesca, sport e, cosa da non sottovalutare, turismo soprattutto d’élite.

Il capoluogo campano è l’unica grande metropoli italiana ad avere un litorale; negli ultimi anni, grazie all’inasprimento dei controlli sugli sversamenti abusivi e una migliore gestione del processo di depurazione dei reflui la qualità delle acque marine ha raggiunto alti livelli di preminenza con una percentuale di balneabilità del 97% classificatasi eccellente. Il vero nodo da sciogliere adesso riguarda la fruibilità del litorale.

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Pochi metri di spiaggia libera

Il centro città può contare su quasi 30 km di costa, purtroppo però a causa della complessità morfologica del territorio e l’eccessiva antropizzazione solo una minima parte è effettivamente fruibile dalla collettività. I quasi 6milioni di potenziali utilizzatori, divisi tra residenti e turisti devono accontentarsi di una manciata di km di spiaggia tra l’altro quasi integralmente gestita dai privati; sono appena 200 i metri di spiaggia libera disponibili. Un’offerta troppo bassa considerato il potenziale.

Quest’anno, un timido passo in avanti è stato fatto grazie all’apertura al pubblico della spiaggia comunale di Bagnoli nell’area ex-Italsider; uno spazio di circa 7500 metri quadri attrezzati con docce e pedane per disabili ma destinata solo all’elioterapia a causa della mancata bonifica dei fondali. Agli onori delle cronache l’apertura a Portici, dopo oltre vent’anni di attesa, del primo tratto di lungomare con un’ampia spiaggia pubblica attrezzata.

Le piattaforme mobili

Ancora tanto resta però da fare, come l’attesa bonifica dei litorali di San Giovanni a Teduccio un tempo veri luoghi di villeggiatura ad appena 5 km dal centro cittadino frequentati dalle famiglie che ne apprezzavano l’ampiezza degli arenili, e che oggi sono in totale stato di degrado, mentre sono anni che si discute sulla possibilità di realizzare sul lungomare delle piattaforme mobili da dare in concessione per nuovi stabilimenti in modo da allargare l’offerta di spiagge e spazi per l’accesso al mare.

La cosa non sarebbe una novità, agli inizi del secolo scorso infatti nell’antico borgo di Santa Lucia esistevano già numerosi lidi attrezzati, denominati bagni realizzati su solide palafitte impiantate sulle scogliere e collegate alla terraferma. Tra questi, il più iconico è stato certamente il Bagno Eldorado.

A giugno di quest’anno il consigliere comunale Flavia Sorrentino ha presentato in consiglio una proposta riguardante la possibilità di realizzare delle piattaforme sulla scogliera prospicente il tratto di lungomare di Mergellina per aumentare l’offerta balneare pubblica; su tale proposta si è mobilitato anche l’assessore alle Infrastrutture con delega Mare Edoardo Cosenza dando pieno sostegno al progetto; purtroppo però anche quest’anno la cosa si è arenata tra i meandri della burocrazia. I napoletani intanto incrociano le dita nella speranza che dalla prossima stagione il mare possa bagnare Napoli un poco in più.

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