Migranti, il piano del Governo: nuovi centri per il rimpatrio in zone sicure

La premier Meloni: von der Leyen la pensa come noi, sinistra rema contro

Innanzitutto bloccare le partenze. Chi comunque sbarca in Italia va rimpatriato. A questo scopo sale dai 6 a 18 mesi il tempo massimo di trattenimento nei Cpr. La rete dei Centri di permanenza per il rimpatrio – al momento sono 9 per soli 493 ospiti complessivi poiché il decimo, a Torino, è chiuso – sarà potenziata dal Genio militare che realizzerà nuove strutture in località «a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili», senza creare «ulteriore disagio e insicurezza nelle città italiane». Sono le due misure concordate ieri in Consiglio dei ministri e che finiranno nel decreto Sud che non era stato ancora bollinato.

Nel prossimo Cdm, poi, ci sarà un altro decreto con la stretta sui falsi minorenni e canali differenziati per l’ingresso di donne, bambini e under 14. Il giorno dopo la visita a Lampedusa con la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni illustra le «soluzioni concrete alla forte pressione» che ha portato già 130mila arrivi nel 2023.

Pubblicità

La premier definisce «sorprendente» il piano in 10 punti presentato da Bruxelles, perché «perfettamente in linea con quel cambio di paradigma che questo Governo ha sostenuto fin dal suo insediamento e che ora si è affermato a livello europeo»: la difesa dei confini esterni dell’Unione e lo stop «a monte» dei trafficanti di esseri umani e «dell’immigrazione illegale di massa».

L’Esecutivo ora, annuncia, seguirà «con grande attenzione, passo dopo passo, gli impegni che l’Europa si è assunta con l’Italia, a partire dall’impegno per sbloccare in tempi rapidi le risorse previste dal Memorandum con la Tunisia». Al prossimo Consiglio europeo di ottobre l’Italia «chiederà agli altri Stati membri di assumere le decisioni necessarie e conseguenti, soprattutto in tema di blocco delle partenze illegali dal Nord Africa».

Pubblicità

Il socialista Josep Borrell

La premier è quindi dura contro «parte delle forze politiche italiane ed europee, che per ragioni ideologiche o, peggio, per calcolo politico, remano contro e fanno di tutto per smontare il lavoro che si sta portando avanti». Il riferimento è all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, il socialista Josep Borrell, critico verso l’accordo Ue-Tunisia ed a chi sostiene che «nessuno dei Paesi del Nordafrica è uno Stato sicuro con il quale è possibile accordarsi per fermare le partenze o per rimpatriare gli immigrati illegali. In sostanza, la volontà della sinistra europea è rendere ineluttabile l’immigrazione illegale di massa».

Accelerazione dei rimpatri

Stop alle partenze, dunque. Ma anche accelerazione dei rimpatri, con i nuovi Cpr e non solo. Perché i rimpatri (3.193 nel 2023) avvengano, infatti, serve che il Paese di provenienza dia l’ok. E il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, convocherà a breve gli ambasciatori delle nazionalità maggiormente rappresentate tra gli immigrati arrivati in Italia per spingerli ad accoglierli: al momento in testa c’è la Guinea (15.138 sbarcati nel 2023), seguita da Costa d’Avorio (14.282), Tunisia (11.694) ed Egitto (8.422).

Con la misura deliberata ieri, il tempo di permanenza all’interno dei Cpr torna ai tempi di quando ministro dell’Interno era il leghista Roberto Maroni ed i Centri di chiamavano Cie: 6 mesi, prorogabili per ulteriori 12, per un totale di 18 mesi. «Quindi – nota Meloni – tutto il tempo necessario, non solo per fare gli accertamenti dovuti, ma anche per procedere con il rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione internazionale».

E’ stato dato mandato al ministero della Difesa di realizzare le strutture nel più breve tempo possibile. Potranno essere caserme, aree militari dismesse o altri edifici che dovranno essere ristrutturati dai genieri militari. E sarà un Dpcm ad individuare i criteri del piano con i nuovi centri. L’ultima finanziaria ha stanziato 42,5 milioni di euro per i prossimi tre anni proprio per l’ampliamento della rete. L’obiettivo di un Centro in ogni regione non è nuovo: diversi governi ci hanno provato in precedenza senza riuscirci.

I falsi minori

Per l’opposizione dei territori, ma anche per le difficoltà di gestione delle strutture, spesso vandalizzate dagli ospiti. Il nuovo decreto, che sarà approvato la settimana prossima, conterrà poi il giro di vite sui «falsi minori»: migranti, cioè, che dichiarano di essere under 18 per usufruire delle tutele previste. Numeri, ha lamentato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, «cresciuti a dismisura». La norma introdurrà accertamenti per dirimere velocemente i casi sospetti. Saranno inoltre previsti canali differenziati per donne, bambini e under 14, «ai quali sarà garantita ogni tutela», sottolinea Meloni.

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Droga in Penisola sorrentina, 6 misure cautelari: tra i clienti chef e skipper

Oltre 300 le dosi cedute in poco più di un mese Quattro arresti domiciliari, un divieto di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia...

Scommesse illegali, cinque arresti per il clan D’Alessandro

Società terze sarebbero state usate per schermare le attività Cinque misure cautelari e un sequestro di società, aziende ed esercizi commerciali tra Castellammare di Stabia,...

Ultime notizie

Tangenziale di Napoli, auto contromano per 5 chilometri: conducente bloccata

Un motociclista è rimasto ferito in modo lieve Una manovra alla barriera autostradale “Astroni”, poi cinque chilometri contromano lungo la Tangenziale di Napoli. La pericolosa...

Fatture false per oltre 100 milioni, maxi sequestro a 16 società

Il sistema avrebbe trasferito 134 milioni su conti esteri Trentuno persone sono indagate, a vario titolo, per emissione e utilizzo di fatture false nell’ambito di...

Il parco del Ciaurro simbolo di una Marano trascurata: i giovani sfidano l’abbandono

Una villa comunale un tempo viva, oggi sommersa dall’incuria Non solo la villa comunale che ospita il Mausoleo del Ciaurro, ma anche lo stadio inagibile,...