Musicista ucciso a Napoli: indagini sul ruolo di due maggiorenni amici del 16enne

Le indagini mirano a fare luce su diversi particolari che ancora non sono chiari

Si concentrano sul ruolo svolto da due maggiorenni, amici del 16enne reo confesso dell’omicidio del 24enne musicista Giovanbattista Cutolo, le indagini della Squadra Mobile di Napoli.

Le attività mirano a fare luce su diversi particolari che ancora non sono chiari: il ragazzo che nella centralissima piazza Municipio di Napoli ha sparato tre volte contro il 24enne all’alba del 31 agosto scorso ha infatti riferito che a passargli la pistola sarebbe stato uno degli amici che erano con lui.

Pubblicità

Oggi, intanto, è in programma l’udienza di convalida del fermo emesso nei confronti del giovane dalla Polizia di Stato e dalla Procura dei Minorenni di Napoli per i reati di omicidio volontario aggravato, detenzione, porto abusivo e ricettazione di arma.

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Teatro San Carlo, Macciardi confermato nel board di Opera Europa ad Amsterdam

La più importante rete europea del settore Arriva da Amsterdam una notizia importante per Fulvio Adamo Macciardi, rieletto nel board di Opera Europa, la principale...

Torre Annunziata, scoperta stamperia clandestina: 2,8 milioni di euro falsi pronti per il mercato | Video

Le banconote "invecchiate" per apparire più realistiche Era già pronta a riversare sul mercato oltre 2,8 milioni di euro falsi la stamperia clandestina scoperta dalla...

Ultime notizie

Incendio al giudice di pace di Marano: in arresto un 32enne | Video

Caccia al secondo uomo immortalato nei filmati Si stringe il cerchio attorno al rogo che ha colpito gli uffici del giudice di pace di Marano:...

Carburanti in salita, il Governo pensa a colpire gli extraprofitti del petrolio

Possibile intervento nel prossimo Consiglio dei ministri di fine mese Dalla tassa sugli extraprofitti ai buoni benzina per le famiglie più fragili, il Governo mette...

Camorra, truffe informatiche del clan Mazzarella con un 25enne «prestato» dai Licciardi

Dodici persone in carcere, 4 ai domiciliari Si presentavano come operatori antifrode, agenti della polizia postale o militari dell’Arma dei carabinieri, inducendo le vittime a...