Governo, delega fiscale: regole certe e semplici, così cambierà il fisco

Sull’evasione «il governo non ha intenzione di abbassare la guardia»

Con la delega fiscale si apre «una riforma ambiziosa e strutturale che interviene su tutti i principali aspetti del sistema tributario, nazionale ed internazionale. Si muove su diverse direttrici: la prima, sicuramente, è la certezza del diritto». Così al QN il viceministro dell’Economia Maurizio Leo.

«Un altro tema – aggiunge – riguarda la semplificazione. Abbiamo un sistema obsoleto. Prendiamo ad esempio le istruzioni alla dichiarazione dei redditi: oltre 1.000 pagine».

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Sull’evasione «il governo non ha intenzione di abbassare la guardia, abbiamo ancora un tax gap che va dai 75 ai 100 miliardi. Bisogna cambiare approccio, scommettendo su una sorta di ‘patto con i contribuenti’ attraverso la cooperative compliance e una nuova forma di collaborazione per i contribuenti più piccoli come il concordato preventivo biennale. C’è poi «la necessità di ripensare il sistema sanzionatorio, che oggi è fuori da ogni logica rispetto ad altri Paesi. Non vogliamo farlo per strizzare un occhio agli evasori. Lo chiede anche la Corte costituzionale».

«Il nostro obiettivo – dice ancora Leo – è andare verso un abbassamento complessivo del carico fiscale, senza fare salti in avanti. Il governo non ha mai pensato a una manovra in deficit. La flat tax – conclude il viceministro – è un impegno che manterremo ma lo faremo gradualmente: dalle 4 aliquote passeremo a 3 per poi avvicinarci, compatibilmente con le risorse disponibili, a un meccanismo di aliquota unica, sempre nel rispetto di tutte le regole di progressività sancite dalla Carta costituzionale».

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