Sparatoria all’esterno di un bar: ad aprire il fuoco 2 giovani cacciati poco prima

Sarebbe stata utilizzata una mitraglietta

Una tranquilla serata è stata trasformata in un incubo di violenza nella cittadina di Sant’Anastasia, situata nella provincia di Napoli, quando un bar è stato preso di mira da un brutale raid armato, che ha provocato il ferimento di tre persone, tra cui una bambina di soli 10 anni. Gli autori di questo spaventoso attacco hanno aperto il fuoco ripetutamente contro il locale commerciale utilizzando una mitraglietta, seminando il terrore tra i presenti, per poi fuggire via. Sul luogo dell’aggressione sono ancora visibili le tracce degli spari, testimoni silenziosi di un episodio di violenza senza precedenti.

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La giovane vittima, originaria di Pollena Trocchia (Napoli), è stata colpita alla testa mentre si trovava con i suoi genitori nella centrale piazza Cattaneo di Sant’Anastasia, intenta a gustare un gelato. La famiglia si trovava nei pressi di uno dei bar più frequentati del paese, un luogo che solitamente attira decine di giovani. La piazza è da sempre un punto di ritrovo per i ragazzi, ma le persone più anziane, che si riuniscono di mattina proprio vicino al bar teatro dell’attacco di ieri sera, ricordano con sgomento che in passato la zona è stata teatro di varie sparatorie durante gli oscuri anni della nuova camorra organizzata.

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Durante quel periodo buio nella storia del Vesuviano, Sant’Anastasia e gli altri comuni dell’hinterland erano dominati dalla paura a causa della cruenta guerra tra bande criminali che si contendevano il controllo del territorio.

«Ma ora si litiga per motivi stupidi», sottolineano gli anziani con voce tremante, «ragazzini che urlano, si azzuffano, usano pistole. È necessario un maggiore controllo, sia da parte dei genitori che lasciano i propri figli in strada, sia da parte delle forze dell’ordine. Inoltre, c’è anche la preoccupazione di perdere la stazione dei carabinieri. Di cosa stiamo parlando? Sono in affitto e potrebbero essere sfrattati, forse li trasferiranno altrove. Nel frattempo, abbiamo paura di uscire di sera, perché anche se ci sono persone intorno, la vita è sempre a rischio, come dimostra l’episodio di ieri sera».

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La ricostruzione

Secondo le prime informazioni disponibili, i responsabili di questo violento attacco sembrano essere due giovani individui precedentemente allontanati dal bar, che sono tornati armati per compiere un atto di vendetta. Non si esclude l’utilizzo di un’arma da fuoco di grosso calibro. Numerose testimonianze raccolte questa mattina in piazza suggeriscono che i malviventi abbiano sparato almeno dieci colpi con una mitraglietta, probabilmente sparati in aria. Questa ipotesi sembra trovare conferma nel fatto che non sono ci sono fori nelle mura del bar, dove era ferma la famiglia di Pollena Trocchia.

Le condizioni di salute dei genitori della piccola non sono state giudicate gravi mentre più serie sono ritenute quella della bambina anche se – ma il condizionale è obbligatorio – la sua vita non sarebbe in pericolo. Non è chiaro se la famiglia sia stata colpita solo da schegge o anche da proiettili. Al momento i carabinieri di Castello di Cisterna, insieme al sostituto procuratore della Dda Antonella Serio, stanno ascoltando delle persone ritenute informate dei fatti, nessuna delle quali è stata sottoposta a un provvedimento di fermo.

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