Eurovision 2023: la Svezia conquista a Liverpool il microfono di cristallo

Loreen è riuscita a portare a casa la sua seconda vittoria

Una delle sequenze di assegnazione punti più avvincenti degli ultimi anni ha chiuso la 67esima edizione dell’Eurovision Song Contest. Le giurie tecniche, i cui voti sono annunciati per primi, avevano assegnato alla svedese Loreen 340 punti, già un numero tale da creare un distacco siderale rispetto alle altre due posizioni del podio provvisorio, occupate da Israele ed Italia vicinissime, con rispettivamente 177 e 176 punti.

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Al quarto posto provvisorio figurava la Finlandia con 150 punti per il performer Käärijä, tanto amato dal pubblico che con il televoto ha quasi ribaltato la situazione elevandolo al secondo posto e lasciando credere per un istante che sarebbe riuscito a superare anche la favoritissima Loreen, che infine è riuscita a portare a casa la sua seconda vittoria con un punteggio complessivo di 583 punti.

La cantante infatti aveva già portato la Svezia sul tetto d’Europa nel 2012 col brano “Euphoria”, consentendo così al suo Paese di ospitare l’edizione del 2013 a Malmö. Inoltre con quest’ultimo successo la Svezia affianca l’Irlanda nel record per il maggior numero di vittorie conseguite al contest (sette per entrambe).

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Il nostro Marco Mengoni col suo brano “Due vite” si piazza quarto con 350 punti, ma vince anche il Composer Award, premio che viene attribuito da tutti i compositori che prendono parte alla competizione. Il cantante è al suo secondo Eurovision (il primo fu proprio quello di Malmö 2013), ed è stato un degnissimo rappresentante della musica italiana nel mondo anche quest’anno. Oltre a sollevare alta la bandiera d’Italia, all’inizio della trasmissione, Marco ha sfilato sul palco della Liverpool arena impugnando anche la bandiera della comunità LGBTQ+.

Marco non è stato l’unico italiano a calcare il palco della finale: Mahmood (che l’anno scorso concorreva per l’Italia e che si è classificato secondo nell’edizione del 2019) ha figurato tra le esibizioni dell’intervallo con una cover di Imagine di John Lennon, e la concorrente che rappresentava la Norvegia, Alessandra Mele, ha origini savonesi.

La manifestazione quest’anno avrebbe dovuto svolgersi in Ucraina, Paese vincitore della scorsa edizione con l’iconico brano “Stefania” di Kalush Orchestra, ma a causa del conflitto si è dovuto optare per la Gran Bretagna, che si era classificata al secondo posto. Si tratta della prima edizione del contest ad avere due Paesi organizzatori. Da questa esigenza sono scaturite tre giornate di show che hanno incorporato con grande rispetto e spirito di fratellanza elementi della cultura ucraina in una cornice britannica.

A partire dalla formazione dei conduttori: il presentatore Graham Norton, l’attrice Hannah Waddingham, la popstar Alesha Dixon e la cantante ucraina Julia Sanina (frontwoman del gruppo The Hardkiss). Anche le classiche cartoline che introducono ogni concorrente avevano duplice firma, e in pochi secondi hanno portato in giro per il mondo gli spettatori ritraendo edifici, luoghi d’interesse e panorami prima ucraini, poi britannici, e infine del Paese di provenienza dei cantanti in gara.

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Ogni anno la manifestazione si conferma una delle più rilevanti e necessarie nel panorama dell’intrattenimento, un spettacolo unico nel suo genere, il cui messaggio di unità e solidarietà all’insegna dell’arte e della bellezza risulta oggi più urgente e sentito che mai.

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