Luigi Pirandello: il genio in un film… con Ficarra e Picone

Così l’opera cinematografica diventa un momento felice ed un’occasione per far riflettere lo spettatore sulla realtà problematica

Trovo delizioso il film per la grandezza immaginativa dimostrata dal plot, come sceneggiato anche da Roberto Andò, raffinato intellettuale capace di ritrarre in un’opera totale, tra scrittura e immagine, il genio di Luigi Pirandello. Nell’interpretazione scenica gli attori sono stati all’altezza con la coppia Ficarra e Picone, che hanno dimostrato di essere interpreti di qualità ed in grado di andare oltre la commedia di sole risate, riuscendo ad affermare una impersonificazione fatta di sfumature e di sorrisi eleganti.

Credo che «La Stranezza» sia un film che ci riporta alla migliore commedia all’italiana, in cui si dava una lettura della realtà: problematica, chiara nelle sue rappresentazioni di esistenti e permanenti criticità, come la endemica corruzione cimiteriale, così facendo divenire l’opera cinematografica un momento felice ed occasione pure in grado di far riflettere lo spettatore.

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Pur essendo opera immaginativa, il film ritrae ottimamente il genio di Luigi Pirandello, impersonato in maniera impareggiabile da un sublime Toni Servillo, che introietta nelle movenze e negli sguardi la curiosità sagace di un intellettuale del tempo che incrocia le culture europee da Freud a Jung, per recuperare all’immaginario collettivo ispirazioni coerenti come Aristotele, Seneca in una Sicilia che viene fuori autenticamente oltre ogni sorta di manierismo per farsi incorniciare in una dimensione intellettuale che ispiri tenerezza e malinconia, poesia e umanità. Bellissimo l’incontro a Catania tra Pirandello e Verga, impersonato da Renato Carpinteri, sempre divino, nonostante gli anni, in quella sua mimica teatrale ed in quelle lente movenze che catturano lo sguardo dello spettatore.

In tutto questo la scrittura cinematografica è stata chirurgica per precisione narrativa nel fornire, nell’assemblare storia e personaggi, una grande dimostrazione storica su come, anche un genio, Luigi Pirandello, possa, nel suo percorso di affermazione, aver ricevuto resistenze nella percezione del pubblico e aver dovuto affrontare ostacoli nell’essere contestato.

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Roberto Andò ha ritratto perfettamente lo stato dell’arte in un «trasfert» tra realtà, cultura e psicologia collettiva, imprimendo sulla storia l’impronta di una biografia tutta siciliana, capace di uscire dal provincialismo ed elevare i personaggi in cerca d’autore in una sorta di erudita opera in cui la commedia è solo un pretesto per dare senso e lasciare segno tangibile alla originalità nel raccontare la Sicilia attraverso tutte le arti.

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