Caro bollette, a Napoli panificatori in piazza con una bara: «Siamo stanchi»

Denunciano incrementi di bollette di luce e gas tra il 700 e l’800 per cento

Una bara in piazza Plebiscito e manifesti funebri per comunicare che «la panificazione campana si è spenta dopo anni di sacrificio grazie allo Stato». E’ la protesta dei panificatori di Napoli e della Campania organizzata oggi da Unipan Confcommercio Campania che ha visto scendere in piazza anche panificatori arrivati da altre regioni del Centro-Sud.

A decretare «la morte» del settore il caro bollette di luce e gas ma anche l’aumento di tutte le materie prime a partire dalla farina e dall’olio: si teme che il prezzo del prodotto possa arrivare a sette-otto euro il chilo. I panificatori annunciano che «a breve» ci sarà una serrata.

Pubblicità

«Siamo stanchi, è un anno che siamo vittime della speculazione sulle bollette – denuncia Domenico Filosa, presidente dell’associazione di categoria – molti forni hanno già chiuso e quando molti altri chiuderanno allora la politica si dovrà assumere tutte le responsabilità non solo verso di noi e verso i nostri dipendenti, ma anche nei confronti della popolazione perchè quando viene a mancare il pane sulle tavole la storia ci insegna che ci sono le rivoluzioni».

«Lo Stato non c’è, si nasconde e ci affama»

I panificatori denunciano incrementi di bollette di luce e gas tra il 700 e l’800 per cento, con bollette che sono passate da mille a 7-8mila euro nel mese di agosto. «Tutti noi abbiamo famiglia – dice Pasquale Caliendo, panificatore di Casalnuovo di Napoli – sentiamo dire che i giovani non vogliono lavorare ma così sono loro, i politici, che non ci fanno lavorare. Lo Stato non c’è, si nasconde e ci affama». Il settore lamenta anche l’assenza delle istituzioni locali. In Campania sono circa 500 i panifici e 30mila i lavoratori.

Pubblicità

I panificatori chiedono il sostegno della gente e per spiegare i motivi della loro protesta hanno distribuito pagnotte e filoni di pane gratis ai passanti, anche stranieri, che incuriositi si sono fermati per capire che cosa stesse accedendo. «Oggi pane gratis, perchè domani forse il pane non ci sarà più» ha urlato un manifestante ricordando che «noi siamo buoni proprio come il pane», facendo proprio un antico detto.

«Con queste bollette e questi rincari delle materie prime – ha spiegato Antonio Rescigno, panificatore di Pozzuoli – saremo costretti a portare il pane a un prezzo irraggiungibile per molta gente e il pane diventerà un bene di lusso quando invece è un bene di prima necessità per il popolo».

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Matteo Carfora, il gip dispone la riesumazione e l’autopsia sul corpo del 17enne

Il gip dispone altri sei mesi di indagini Saranno riesaminati diversi aspetti della morte di Matteo Carfora, il 17enne di Maddaloni precipitato dal terzo piano...

Bonaccini e quel «ha poco studiato»: quando la politica diventa classismo

Più che giudicare gli elettori, la sinistra dovrebbe ascoltarli C’è una frase che, pronunciata da un esponente politico di primo piano, merita qualcosa di più...

Ultime notizie

Rapina Crédit Agricole al Vomero: possibili legami tra il commando e la camorra

La Direzione distrettuale antimafia entra nell’inchiesta sulla rapina alla filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero. A quasi cinque mesi dal colpo...

Accusato di abusi su una 13enne, il gip lo libera: «Si è mostrato dispiaciuto»

Prima avrebbe abusato anche di un’altra donna. Nordio invia ispettori Due presunti abusi sessuali in 40 minuti, uno ai danni di una tredicenne, non sono...

Bancarotta, il Bari si difende: «Coperte integralmente le perdite pregresse»

La società rivendica oltre 23 milioni di apporti e rinunce Contesta lo stato di insolvenza e rivendica gli interventi messi in campo per riequilibrare i...