Fazzolari (FdI): «Da Brunetta e Amendola nomine a direttore generale a Parlamento sciolto»

Il senatore: «Appello a Draghi per rispetto regole»

«Dal giorno in cui è venuta meno la maggioranza pervengono continue notizie concernenti la sistematica occupazione, da parte dell’esecutivo uscente, di posizioni di centrale importanza nell’Amministrazione Pubblica, in aperta violazione delle regole che lo stesso Governo si è dato nella materia».  A dirlo è il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

«Ai sensi della “circolare del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 luglio 2022 in tema di disbrigo di affari correnti” – continua Fazzolari – è infatti delineato con chiarezza il perimetro delle limitate attività che è possibile eseguire nelle more della imminente competizione elettorale e dell’insediamento del  nuovo Governo e tra gli atti che non è più possibile effettuare rientrano appunto le nomine e le designazioni, a meno che non siano necessarie perché vincolate nei tempi da leggi o regolamenti, ovvero da esigenze funzionali  non procrastinabili oltre i termini di soluzione della crisi».

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«Solo nelle ultime ore risultano, ad esempio, avviate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ben quattro procedure per il conferimento di altrettanti incarichi di Direttore Generale in posizioni-chiave: tre da parte del ministro Brunetta presso il ‘Dipartimento della Funzione Pubblica’, uno da parte del sottosegretario Amendola in quello delle ‘Politiche Europee’».

Governo sia rispettoso delle regole

«Tecnicamente – osserva il senatore di FdI – tali procedure si chiamano ‘interpelli’ e teoricamente dovrebbero essere finalizzate ad individuare i più idonei tra i dirigenti di ruolo in servizio a ricoprire gli incarichi. Ma nella Presidenza del Consiglio dei Ministri troppo spesso in questa legislatura tale ‘passaggio obbligato’ ha avuto esito negativo (ossia: curiosamente, nessun dirigente dello Stato ‘esaminato’ aveva i requisiti), e si è così ‘passati’, come consentito in certi casi, alla nomina di personale ‘estraneo’ (leggasi: di nomina fiduciaria). Sarebbe assai grave se fossimo di fronte ad un progetto simile, ed è sospetta la circostanza che le quattro posizioni ‘direttoriali’ fossero vacanti da lungo tempo ed ora, a scioglimento delle Camere avvenuto, se ne renda improvvisamente necessaria ed improcrastinabile l’immediata copertura».

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«Fratelli d’Italia, che in questi anni ha sempre condotto un’opposizione dura, ma leale e costruttiva, chiede che anche il Governo, nel corrente delicato passaggio istituzionale, sia rispettoso delle regole. Va sgombrato anche il solo dubbio che la loro violazione sia finalizzata alla peggiore delle scorrettezze istituzionali: lasciare ‘in eredità’ per un triennio, da parte di un ministro ed un sottosegretario uscenti, dirigenti apicali di propria stretta fiducia alla nuova compagine governativa che si insedierà tra meno di tre mesi».

«Ci attendiamo, perciò, un impegno in tal senso da parte del Presidente Draghi, al quale chiediamo anche una maggior vigilanza nei confronti di quelli che restano pur sempre, almeno formalmente, componenti del ‘suo’ Governo», conclude il senatore Fazzolari.

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