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Koulibaly-Napoli, fine di un amore. Kim Min Jae raccoglierà l’eredità?

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Dopo 8 anni, 183 presenze e 10 reti va al Chelsea. Al Napoli 38 milioni più bonus, a lui 10 milioni annui

«Kalidou Koulibaly? La volontà è che sia un giocatore a nostra disposizione, gli stiamo preparando una fascia da capitano extra large, perché quella di Insigne gli va stretta».
«Punterete su Ostigard? Io mi fido di Koulibaly».
«Con Kalidou Koulibaly in campo abbiamo fatto più punti di tutti».
«Se Kalidou farà altre scelte, gli augureremo il meglio. Nessuno si deve permettere di dirgli nulla».
«Amo giocare con Kalidou Koulibaly, è un top mondiale».

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Queste frasi (alcune con un retrogusto di speranza, altre consapevoli dell’addio) pronunciate da mister Spalletti e da Rrhamani nei giorni scorsi, suggellano la fine dell’amore tra Kalidou Koulibaly ed il Napoli, anzi tra KK (così lo chiamano i supporters azzurri) e Napoli. Un amore iniziato il 19 maggio 2014 quando il difensore è approdato in città per 7 milioni e 750 mila euro e culminato il 23 aprile 2018 con il goal all’Allianz stadium di Torino contro la Juve, un goal quasi da scudetto, in cui si alzò da terra quasi sfiorando il cielo.

Una storia di 8 anni, 183 presenze, 10 goal, 2 trofei vinti(supercoppa del 2014 e coppa Italia del 2020, conquistate contro la Juve che lui ha rifiutato), strappata da un altro numero , 10, cioè i milioni che Kalidou Koulibaly guadagnerà con una maglia simile all’azzurro, quella dei blues del Chelsea.

La squadra londinese si porta a casa quello che gli addetti ai lavori definiscono il difensore più forte del mondo e lo fa ad una cifra elevata ma non elevatissima, 38 milioni più 2 di bonus (tutti sanno che il valore del calciatore è di gran lunga superiore ma in questa fattispecie ha pesato il contratto in scadenza tra 12 mesi), contratto ribadiamo a 10 milioni a stagion , di durata triennale con opzione per il quarto, qualcosa che Adl non poteva pareggiare, ma ci ha provato, o forse no?

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L’offerta della società per Kalidou Koulibaly è arrivata troppo tardi?

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Le parole espresse da Giuntoli sabato nella conferenza stampa a Dimaro, nascondevano la certezza della partenza del giocatore ed erano quindi un modo per provare a tamponare la ferita? E’ probabile che alte sfere della società (e non solo) sapessero della volontà del giocatore, ma non hanno affondato il colpo in quanto non si aspettavano (in un periodo post pandemico) un’offerta così allettante per un giocatore in scadenza.

Ma ora, qual è lo stato dell’arte? La cessione di Kalidou è l’apice di uno smantellamento decorso con gli addii di Insigne e Mertens e con Ospina, ma questa decostruzione proseguirà con altre cessioni (Osimhen, Ruiz, Zielinski, Lozano, Politano)? Spalletti saprà porre un freno a questo scempio manifestatosi non gradualmente (cioè in più anni), ma in pochi mesi?

A tutte queste domande il presidente dovrà rispondere dinanzi all’opinione pubblica sportiva, napoletana e nazionale, magari con un gran colpo, vedi Dybala per esempio ( a proposito del fuoriclasse argentino mai del tutto sbocciato, l’entourage del giocatore ha smentito l’offerta dei 6 milioni che sarebbe pervenuta dalla Campania, ma si sa, nel calciomercato le smentite sono quasi delle conferme).

Ora si pone un problema, con chi sostituire il miglior difensore in circolazione? Si fanno tanti nomi (che non è il caso di elencare, data la lunghezza della lista), ma ce ne uno che dall’alto dei suoi 190 cm di altezza stacca tutti gli altri, ed è Kim Min Jae (anche se secondo alcuni, Spalletti avrebbe chiesto De Vrij dell’Inter) venticinquenne, sud coreano del Fenerbache, clausola rescissoria di 20 milioni (che secondo alcuni media turchi avrebbe smesso di allenarsi con la sua squadra, proprio perchè la trattativa sarebbe in dirittura d’arrivo). Sarà lui a non far rimpiangere il comandante?

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