Omicidio piccolo Giuseppe Dorice, imputato: “Si è spento il cervello”

“Chiedo perdono, avevo fumato una canna”

“Voglio chiedere scusa e perdono…mi sono fumato una ‘canna’ … uso sostanze stupefacenti quotidianamente … ho visto la struttura del letto rotta, mi venne un raptus, come se si fosse spento il cervello…”.

Ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee Toni Essobti Badre, il giovane condannato all’ergastolo in primo grado per l’assassinio, a bastonate, di Giuseppe Dorice, 7 anni, e del tentato omicidio della sorellina, ancora più piccola del fratello vittima della sua furia.

Pubblicità

Ai giudici della seconda sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli, davanti ai quali si sta celebrando il processo di secondo grado per la tragedia avvenuta il 27 gennaio 2019 a Cardito, Toni, difeso dall’avvocato Pietro Rossi, ha voluto, leggendo due paginette scritte in cella, ripercorrere la raccapricciante vicenda che ha visto protagonista lui e anche la mamma dei due bambini Valentina Casa sulla quale ora pende l’accusa di concorso in omicidio e tentato omicidio volontario.

“…Sono andato a comprare la crema perché pensavo si potesse risolvere – ha detto ancora Badre, apparso in aula in video collegamento dal carcere – …non sembrava che stesse morendo (Giuseppe, ndr)…” . L’imputato ha anche affermato che “…la storia dell’incidente…” (diverse ore dopo l’aggressione vennero chiamati i soccorsi e al 118 ha detto che i bimbi erano stati vittima di un incidente stradale, ndr) che Valentina ha raccontato è stata una sua iniziativa…” come la decisione di pulire “…tutta la casa e di posare la struttura del letto…”.

Pubblicità

“Non riesco a darmi pace – ha detto ancora Toni – forse non la troverò mai… c’è una cosa in particolare che mi tormenta ancora di più, si tratta di quello che ha dichiarato mio fratello Raffaele, cioè che Giuseppe era vivo quando lui è arrivato e questo significa che Giuseppe si poteva salvare…”.

Malgrado non fosse costretto, Badre ha anche risposto – affermativamente – al giudice che gli ha domandato se era vero che avesse picchiato in quel modo i due bambini.

Oggi è  stata anche ascoltata Valentina Casa, la mamma dei bimbi: anche lei ha risposto, spesso in maniera approssimativa, alla domande che le sono state poste dal sostituto procuratore generale, dal giudice e dagli avvocati delle parti civili, tra i quali figurano Clara Niola (di Cam Telefono Azzurro e dell’associazione Akira) e di Pierfrancesco Moio (che rappresenta le due sorelline di Giuseppe).

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Vannacci, Schlein e Conte tra novantenni e under 18: non sarà che intendono prepararci un futuro da Campo(santo)

Agli italiani servono risposte concrete, non nostalgie politiche «Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’eterno dolore, per me...

Rifugio La Fenice: allo studio la variante urbanistica, si apre la strada alla regolarizzazione

Ad Agnano abusi da individuare e iter da definire per la rimozione Una possibile strada per il futuro del rifugio La Fenice di Ponticelli comincia...

Ultime notizie

Napoli, Rispoli: «Manfredi lascia un patrimonio scolastico in condizioni preoccupanti»

FdI: «Servono scuole sicure anche per combattere la devianza giovanile» Fratelli d’Italia denuncia ritardi e criticità nelle scuole comunali di Napoli e chiede al sindaco...

Campi Flegrei, Sangiuliano: «Fondi insufficienti, la Regione dica come li spenderà»

Il centrodestra chiede rapidità e rendicontazione delle risorse Risorse insufficienti, che almeno dovranno essere spese subito e bene. I fondi per l’emergenza dei Campi Flegrei...

Olivicoltura in crisi: la Campania chiede fronte comune con le altre regioni del Sud

Confagricoltura sollecita Palazzo Santa Lucia a seguire Puglia e Calabria Si apre sotto il segno dell’incertezza la nuova campagna olearia in Campania: una combinazione di...