Teatro di San Carlo, De Luca ‘rinfaccia’ i soldi investiti: «Ora intervenga il Comune»

Tra il governatore e Manfredi è finita la luna di miele?

Una giornata scandita dalle polemiche per le parole del governatore Vincenzo De Luca sul finanziamento del Massimo partenopeo. Ancora una volta il presidente della Regione ha «rinfacciato» quanto ha fatto palazzo Santa Lucia negli anni scorsi. «Il Teatro San Carlo di Napoli vive per i contributi della Regione Campania e del Ministero della Cultura. Serve un riequilibrio che deve essere fatto dal Comune di Napoli» ha detto commentando la sottolineatura del ministro della cultura Dario Franceschini sulla necessità di fondi.

Ma per l’inquilino di Santa Lucia, ora, è arrivato il momento di un’intervento finanziario del Comune perché «in dieci anni alle spalle – ha detto – la Regione ha messo 12 milioni, cioé il triplo di quanto la Regione Lombardia versa alla Scala, mentre il comune di Napoli ha dato 6-700 mila euro, che servono per fare la sagra non la programmazione teatrale».

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«Quindi questa situazione va riequilibrata, è veramente qualcosa che non si regge. Noi dobbiamo tenere viva la programmazione del Teatro San Carlo, patrimonio di Italia e del mondo, ma saremo rigorosi e ricordo che gli stipendi vani non si danno, ma ci sono i fondi solo per la programmazione culturale» ha concluso.

In serata però non è mancata la replica di Franceschini che ha ribadito che «Sul San Carlo c’è un problema generale che riguarda le fondazioni lirico-sinfoniche. E soprattutto una fondazione importante come il San Carlo dev’essere sostenuta con il massimo dei mezzi possibili da tutti i soci. Siamo tutti d’accordo su questo, vedremo quello che si potrà fare».

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Manfredi: «Quest’anno arriveremo a circa 5 milioni di finanziamenti»

Pronta anche la risposta del sindaco Manfredi che ha spiegato: «Per il Teatro San Carlo, tra Comune e Città Metropolitana quest’anno arriveremo a circa 5 milioni di finanziamenti».

«Progressivamente aumenteremo – ha aggiunto Manfredi- mano a nano che il San Carlo avrà le sue disponibilità finanziarie. La Regione farà la sua parte. Dobbiamo sostenere le nostre istituzioni culturali perché Napoli è il motore della Regione Campania. Solo in questo fine settimana sono arrivate a Capodichino 150 mila passeggeri. Se aggiungiamo i flussi ferroviari, ci rendiamo conto che Napoli che riparte significa lavoro e sviluppo per tutta la Regione, di cui Napoli e la sua area metropolitana costituiscono il 60%»

Quello che viene da chiedersi è però perché il sindaco abbia deciso di tagliare i fondi. Nei dieci anni precedenti al Comune c’era il suo «nemico» Luigi de Magistris. Adesso invece c’è Gaetano Manfredi, sindaco eletto dalla sua coalizione e voluto direttamente da lui. Forse si stanno rompendo gli equilibri nel Pd campano?

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