Guerra in Ucraina, crepe nell’entourage di Putin: Chubais fa perdere le sue tracce

Zelensky: «Scendete in piazza, oggi, contro la guerra»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky invita il mondo a scendere in piazza oggi contro la guerra mentre attende le prime consegne di armi Usa nell’ambito di un pacchetto da 800 milioni di dollari e l’annuncio di altri 6.000 missili da parte di Londra per far fronte alle forze russe.

Nonostante le continue difficoltà, i soldati di Mosca hanno distrutto ieri un ponte chiave sul fiume Desna che collegava la città settentrionale di Chernihiv alla capitale Kiev. Il ponte, ha sottolineato il difensore civico ucraino per i diritti umani Lyudmyla Denisov, veniva utilizzato anche per portare aiuti umanitari alla capitale ed evacuare i civili. Brucia intanto una foresta vicino alla centrale nucleare di Chernobyl, riferisce il Kyiv Independent.

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La diplomazia internazionale

Sull’altra sponda dell’Atlantico il Consiglio di Sicurezza dell’Onu boccia – come da attese – la bozza di risoluzione elaborata dalla Russia sulla situazione umanitaria in Ucraina: solo la Cina si schiera con Mosca. Il presidente americano Joe Biden, da parte sua, si prepara ad annunciare oggi «nuove sanzioni su figure politiche, oligarchi ed entità russe», come anticipa il capo della sicurezza nazionale, Jake Sullivan, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One diretto a Bruxelles per gli appuntamenti di Nato, G7 e Consiglio europeo.

Sanzioni che dovrebbero includere anche misure contro oltre 300 membri della Duma, la Camera bassa del parlamento russo. E che, secondo quanto emerge da alcune lettere scritte da un anonimo agente dell’intelligence russa all’attivista in esilio e fondatore del progetto gulagu.net, Vladimir Osechkin, aumentano di settimana in settimana il rischio di un golpe contro Putin da parte del servizio di sicurezza federale (Fsb).

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Crepe nell’entourage di Putin

E già cominciano ad affiorare le prime crepe nell’impenetrabile entourage del presidente, con l’uscita di scena dell’economista Anatolij Chubais, uno degli uomini a lui più vicini, che ha fatto perdere le sue tracce lasciando il Paese e il suo incarico di inviato speciale del presidente per il clima. Allo stesso tempo, Mosca limita l’accesso al servizio Internet News di Google e continua a respingere – riporta il Washington Post – tutti i tentativi americani di contattare i suoi leader militari.

La campagna mediatica di Zelensky

Ma Zelensky prosegue la sua campagna mediatica con un appello a tutto il mondo: «La guerra della Russia non è solo la guerra contro l’Ucraina – dice, pronunciando per la prima volta il suo discorso in inglese nel tradizionale videomessaggio serale in strada a Kiev -. Il suo significato è molto più ampio». E poi: «Venite nelle vostre piazze, nelle vostre strade. Rendetevi visibili e fate in modo che siate ascoltati. La libertà è importante, le persone contano, la pace è importante. L’Ucraina è importante».

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