Morte di David Rossi, Commissione parlamentare invia atti a Csm e Procura

L’ufficio di presidenza ha trasmesso anche 121 fotografie e 2 video

L’ufficio di presidenza della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi ha deliberato la trasmissione di atti al Consiglio superiore della magistratura, al Procuratore generale presso la Cassazione e alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Genova.

«Si tratta – afferma il presidente della commissione, Pierantonio Zanettin – di copia dei resoconti stenografici, anche nella parte segreta, dell’audizione del colonnello dei Carabinieri Pasquale Aglieco, che si è svolta il 9 dicembre scorso, di quella del luogotenente dei carabinieri Roberto Nesticò, avvenuta il 2 dicembre scorso, dell’assistente capo coordinatore della Polizia, Federico Gigli, del vice ispettore della Polizia, Livio Marini e dell’Assistente Capo Coordinatore della Polizia, Federica Romano, che si sono svolte il 25 novembre scorso».

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L’ufficio di presidenza ha inoltre deciso la trasmissione al Csm, al Procuratore generale presso la Cassazione e alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Genova anche la copia delle 121 fotografie scattate dall’assistente capo coordinatore della Polizia, Federica Romano, la sera del 6 marzo 2013, quando effettuò il sopralluogo dopo la morte di David Rossi, nonché le copie dei due video che la stessa Romano girò quella sera nel corso del medesimo intervento. Parte dei citati resoconti, oltre alle fotografie e i video girati nella sera del 6 marzo 2013 dall’assistente Romano restano soggetti al regime della secretazione».

Il legale della famiglia: «Magistratura ci dia lo spazio per vagliare l’attendibilità di un teste che parla di omicidio»

«Chiunque abbia immagini, anche solo all’apparenza non rilevanti, ci contatti: chiunque sappia ci può informare anche nel modo più riservato» ha affermato l’avvocato Carmelo Miceli, legale della moglie di David Rossi, Antonella Tognazzi e della figlia Carolina Orlandi. «Ringraziamo il modo in cui sta lavorando la commissione d’inchiesta – ha aggiunto il penalista -. In questa vicenda la famiglia parla di omicidio perché ci sono dei soggetti che anche davanti all’autorità giudiziaria hanno affermato questa cosa. Noi da tempo chiediamo che la magistratura ci dia lo spazio per vagliare l’attendibilità di un teste che parla di omicidio. Si continua a definire quelli che vogliono raccontare qualcosa come dei visionari».

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