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Il governo pensa a una stretta sul green pass: da fine agosto obbligo per scuole e trasporti. Giovedì il Consiglio dei ministri

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Sul dl green pass in Commissione alla Camera 1300 emendamenti, di cui 916 solo della Lega. Concreto il rischio che la maggioranza si spacchi

È proprio il caso di dirlo, ogni giorno ha la sua pena. Nemmeno il tempo di gioire per aver incassato senza colpo ferire la riforma della giustizia alla Camera, che Mario Draghi dovrà misurarsi con un altro ostacolo: l’ulteriore estensione del green pass. E sì perché un primo step il certificato verde digitale lo farà dopodomani, il 6 agosto, quando diverrà obbligatorio per i luoghi chiusi, come cinema, centri termali, piscine, palestre e ristoranti al chiuso e anche nel caso di consumazione ai tavoli che si trovano all’interno dei bar.

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Ma il punto è che probabilmente non basterà, e quindi bisognerà andare oltre. E questo sarà l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di giovedì, probabilmente intorno alle 14, preceduto dalla consueta cabina di regia e dall’incontro con le Regioni al fine di affinare l’intesa tra le parti. Infine, la conferenza stampa del premier per spiegare le nuove misure. Ecco però il punto, quali saranno queste nuove misure?

L’attenzione è rivolta in particolare alle scuole, su cui da tempo Mario Draghi ha preso un solenne impegno, e cioè di far tornare alunni e insegnanti in presenza mettendo fine alla Dad. Ma per fare questo è necessario mettere in sicurezza l’intero settore. Il Piano Scuola ancora non è stato presentato, e più di qualcuno ha storto il naso parlando di evidente ritardo sulla tabella di marcia. In realtà, il palleggiamento è dovuto anche al fatto che il governo non ha ancora deciso se introdurre o meno in maniera esplicita l’obbligo vaccinale.

In realtà, l’alto numero di vaccinati proprio in questo settore tra docenti ed alunni fa propendere per una strada diversa e cioè quella dell’obbligatorietà del green pass per il personale scolastico, aggirando così il tema dell’obbligo vaccinale. Una decisione definitiva, però, ancora non è stata presa e questi giorni, anche alla luce dei dati, saranno decisivi per il da farsi.

Di sicuro non ci sarà green pass per i luoghi di lavoro

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Su questo punto il governo si è confrontato con i sindacati che hanno richiamato a protocolli da migliorare e alla necessità di non usare il green pass come strumento di demansionamento o licenziamento. Resta ferma, a sua volta, la volontà di Cgil, Cisl e Uil di contribuire al potenziamento della campagna.

Più probabile, invece, l’arrivo del green pass per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza come treni ed aerei ma l’obbligo dovrebbe scattare a fine agosto, si parla del 23 agosto, o al più tardi il primo settembre. L’obiettivo in entrambi i casi è quello di mettere al riparo la stagione turistica ed evitare che ulteriori misure possano incidere negativamente sull’afflusso di turisti.

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Ma non sarà facile per Draghi trovare su questo tema un punto di caduta tra le varie forze che compongono la sua maggioranza. E la conferma giunge dall’esame alla Camera in Commissione Affari Sociali del decreto legge sul green pass. Sono circa 1300 gli emendamenti presentati di cui oltre 900 sono firmati dalla Lega.

Proprio Matteo Salvini continua a ripetere che ci vuole «prudenza e buonsenso»: «Ci sarà un Consiglio dei ministri questa settimana, ho sentito il presidente Draghi anche oggi e ho sottolineato alcuni problemi reali come quelli delle famiglie con figli, che partono per le vacanze venerdì e se non cambia la norma dovranno cenare loro nel ristorante e portare la ciotola con gli avanzi fuori dal ristorante ai figli».

Green pass, Tajani: «Una grande opportunità»

Schierata a favore del certificato verde digitale, invece, Forza Italia che con Antonio Tajani ricorda che il green pass è «una grande opportunità per tutelare la nostra salute, quella delle nostre famiglie e dei nostri concittadini. È uno strumento che ha lo scopo di impedire nuovi lockdown perché, purtroppo, l’epidemia non si è ancora conclusa, anzi siamo davanti ad una recrudescenza. Dobbiamo continuare a vaccinare e utilizzare il green pass».

Insomma, la maggioranza rischia di arrivare spaccata e quindi non sarà facile per Mario Draghi evitare divisioni e trovare una strada che ricompatti tutti. Ma per questo Mr Bce avrà ancora due giorni.

Movimento 5 Stelle, il voto sul nuovo statuto

Sul fronte politico, infine, il nuovo M5S targato Giuseppe Conte muove i primi passi. Ieri sera si è concluso il voto sul nuovo statuto con il raggiungimento del quorum e con i sì attestati all’87 per cento. «Il voto di oggi non rappresenta un punto di arrivo, ma di ripartenza. Abbiamo un grande lavoro da fare, e come sempre dobbiamo farlo tutti insieme» ha spiegato l’ex premier, che adesso attende il voto che ufficializzi la sua presidenza. L’appuntamento è per domani e dopodomani e poi Giuseppe Conte sarà finalmente il nuovo leader Cinquestelle.

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