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Il centrodestra scioglie il nodo di Milano e Napoli: via libera a Bernardo e Maresca. Ora la parola alla campagna elettorale

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Come l’Italia che all’ultimo, con la lotteria dei rigori, ha ottenuto il pass per la finale dell’Europeo di calcio, così il centrodestra al termine di una lunga riflessione ha chiuso la partita delle candidature a Milano e Napoli. Saranno rispettivamente Luca Bernardo e Catello Maresca, il primo pediatra il secondo pm, a cercare di conquistare i rispettivi comuni.

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Adesso rimane soltanto Bologna da decidere, ma lì la scelta sembra essere ridotta tra due civici, Fabio Battistini (che sembra in pole alla vigilia della scelta definitiva), e l’editore Roberto Mugavero, oppure il senatore di FI, Andrea Cangini. Ma comunque i leaders hanno assicurato che a breve si chiude.

In verità che a Milano potesse spuntarla Bernardo era apparso già molto chiaro l’altro ieri, quando proprio Giorgia Meloni aveva replicato con parole lusinghiere all’ipotesi di una candidatura del pediatra milanese. Più inattesa la fumata bianca a Napoli dove gli ostacoli al via libera sembravano maggiori, soprattutto per la pregiudiziale sui simboli che lo stesso Maresca aveva imposto ai leader del centrodestra. Pregiudiziale che alla fine è caduta consentendo di chiudere l’accordo su Napoli.

Telefonata Berlusconi-Maresca

Era stato in mattinata lo stesso Silvio Berlusconi a dare il segno che qualcosa stesse bollendo in pentola, quando si era diffusa la notizia di una telefonata tra lui e l’ex pm anticamorra. Telefonata nella quale sarebbero stati sciolti gli ultimi dubbi, in particolare quello sul simbolo con l’annuncio che Fi avrebbe corso con il suo.

Da Salvini e Meloni in bocca al lupo a Bernardo e Maresca

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Poi, come detto, il definitivo via libera con Matteo Salvini che al termine della riunione ha spiegato che «come promesso il centrodestra si è mostrato unito e compatto nella scelta dei candidati alle prossime amministrative. A Napoli sosterremo Catello Maresca, magistrato capace e con le idee chiare».

E poco dopo giunge ‘l’incoronazione’ anche da parte di Giorgia Meloni che rivolgendo il suo «in bocca al lupo» a Bernardo e Maresca, sottolinea come «il centrodestra si presenta unito e compatto a sostegno di due candidati che vengono dalla società civile e che hanno scelto di mettere la loro competenza e la loro professionalità al servizio dei milanesi e dei napoletani».

Maresca: «Contento per adesione convinta centrodestra al Progetto Napoli»

Catello Maresca
Catello Maresca

E Maresca? Soddisfatto l’ex pm che, oltre a dichiarare la sua contentezza per «l’adesione convinta di tutte le forze politiche del centro destra al Progetto Napoli che da settimane vado propugnando in giro per una città sempre più sofferente ma con una grande voglia di riscatto dopo oltre 30 anni di governo di sinistra», si è detto convinto che «ora sia davvero possibile cambiare il destino di Napoli da troppo tempo usata dalla sinistra come camera di compensazione e bilanciamento di posizioni di potere romane».

Ora non resta che partire con la campagna elettorale e recuperare il tempo perduto, sia a Milano e sia a Napoli dove in entrambe le città il compito dei due candidati di centrodestra sembra complicato. Sotto la ‘Madonnina’ c’è il sindaco uscente di centrosinistra, Beppe Sala, da battere che i sondaggi danno per ora favorito; alle pendici del Vesuvio l’avversario da sconfiggere è Gaetano Manfredi, o sarebbe meglio dire l’accordo Pd e M5S che soltanto a Napoli è riuscito ad andare in porto.

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E considerando che il M5S proprio a Napoli e in Campania ha le migliori performance elettorali ci vorrà il miglior Maresca, insieme agli stessi partiti, per vincere su Manfredi.

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Calendarizzato per il 13 luglio in Aula al Senato il ddl Zan

Sul piano nazionale, invece, la giornata è stata caratterizzata dallo scontro tutto interno alla maggioranza sul ddl Zan. Da un lato Lega e Forza Italia, sostenuti anche da Italia Viva, che chiedevano di non andare in Aula il 13 luglio ma piuttosto di lavorare a un accordo per modificare alcuni parti del disegno di legge (in particolare la parte sul gender); dall’altro la vecchia maggioranza giallorossa chiusa a riccio sul testo uscito dalla Camera e che ha tirato dritto per la calendarizzazione rapida in Aula, senza relatore, già per la prossima settimana.

Letta (Pd): «I voti ci sono, andiamo avanti a approviamo il ddl Zan così come è»

Enrico Letta

E così da martedì inizierà quella che molti considerano una vera e propria corrida e dove la posizione di Italia Viva, non più a fianco della maggioranza, rende molto incerto il cammino del ddl e soprattutto l’approvazione senza alcuna modifica. Anzi con pallottoliere alla mano se Italia Viva facesse muro con il centrodestra non ci sarebbe più la maggioranza per approvare così com’è il ddl Zan. Questo spiega il nervosismo che si respira a Palazzo Madama tra i giallorossi con Enrico Letta che insiste: «Calendarizzato il ddl Zan. Quindi vuol dire che i voti ci sono. Allora, in trasparenza e assumendosi ognuno le sue responsabilità, andiamo avanti e approviamolo».

Ma Matteo Salvini punta il dito: «Il Pd non ascolta nessuno, neanche il Santo Padre che chiedeva unità e dialogo. Il Parlamento si potrebbe unire per punire gli imbecilli che insultano. Il Pd non ascolta né le associazioni, né le femministe, né il Papa. Per colpa della loro arroganza il Ddl Zan fallirà. Lo andranno a spiegare loro ai gay pride».

Ciriani: «Da FdI opposizione dura»

Insomma, dalla prossima settimana confronto duro in Aula perché come annuncia lo stesso capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani: «Fratelli d’Italia si opporrà con tutti gli strumenti che il regolamento consente, perchè il ddl va modificato nella sostanza e non certo con un compromesso al ribasso.  Dimostreremo agli italiani che esiste un’opposizione che si batterà per evitare questo atto di prevaricazione di una minoranza nel Paese nei confronti del Parlamento e degli stessi cittadini».

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