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Salvini vede Berlusconi per accelerare sulla federazione. Ma intanto FdI a Napoli pensa di correre ‘da sola’

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In settimana il vertice di centrodestra per le candidature. Intanto a Roma e Bologna vincono le primarie del Pd Gualtieri e Lepore

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi che si incontrano ad Arcore, e tra i tanti temi parlano anche di federazione e partito unico tra Forza Italia e Lega; Fratelli d’Italia, e la notizia va verificata ma se fosse vera sarebbe davvero una bomba, a Napoli ha deciso di andare da sola con il proprio candidato.

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Sono queste le due istantanee del centrodestra nella prima domenica d’estate del 2021, con la nazionale che stacca il biglietto per gli ottavi e con gli italiani che iniziano a fare il conto alla rovescia per la fine dell’obbligo delle mascherine; il tutto nel giorno in cui il Pd celebra le sue primarie e brinda alla vittoria dei candidati della ‘Ditta’, in particolare a Bologna dove la renziana Isabella Conti ha dovuto lasciare il passo a Matteo Lepore, che tra le prime dichiarazioni ha detto con convinzione che «ad ottobre avremo un sindaco di sinistra».

Ma torniamo al centrodestra. Questa dovrebbe essere la settimana decisiva per chiudere le candidature di Napoli, Milano e Bologna. La data da molti indicata è quella del 24 giugno, anche se ancora nulla è certo. Stando alle ultime dichiarazioni di Matteo Salvini il centrodestra sarà compatto con candidature civiche. Ma proprio su questo punto da qualche ora sta circolando un’ipotesi che se fosse confermata avrebbe del clamoroso. E cioè che a Napoli Fratelli d’Italia sarebbe pronta a presentarsi da sola con candidato sindaco Sergio Rastrelli.

Lollobrigida: «Ridicolo immaginare che i nostri uomini possano andarsi a nascondere in liste civiche»

Da crederci? In realtà i dubbi sono tanti, ma nulla è scontato e soprattutto le avvisaglie che un’intesa con Maresca sia difficile da realizzare sono tante. Non è un caso che venerdì scorso il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, a margine di una manifestazione a Napoli abbia detto che «sarebbe ridicolo immaginare che i nostri uomini possano andarsi a nascondere in liste civiche per essere accreditati. Sarebbe una presa in giro alla popolazione».

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È stato proprio Maresca a sollevare la questione, chiedendo che i partiti che avessero deciso di sostenerlo di non presentarsi con il proprio simbolo così da salvaguardare il profilo civico della sua candidatura. Richiesta ribadita, poi, qualche giorno in un’intervista a Il Mattino. Da FdI la chiusura è netta, mentre dalle parti di Forza Italia e Lega qualche pensierino è stato fatto preoccupati di vedersi scavalcati dal partito della Meloni, che peraltro già alle regionali era risultato leader del centrodestra.

Inoltre, a convincere FdI in una corsa solitaria anche i primi sondaggi pubblicati ieri da Il Mattino che danno Gaetano Manfredi candidato del centrosinistra e del Movimento 5 stelle al 40,4 per cento, seguito da Catello Maresca civico appoggiato dal centrodestra, con il 23,3 per cento; poi Antonio Bassolino indipendente al 17,2 ed Alessandra Clemente in quota DemA con il 14,2.

Messa così la situazione, sconfitta per sconfitta meglio andare da soli con il proprio simbolo e il proprio candidato, Sergio Rastrelli il figlio dell’ex governatore quindi anche un nome forte su Napoli e che peraltro FdI aveva subito indicato come possibile candidato. Senza contare che la corsa in solitario potrebbe in termini numerici portare anche più consensi. Ecco perché dalle parti di via della Scrofa questa ipotesi non viene scartata e anzi sembra essere ora dopo ora più seria.

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Faccia a faccia Salvini e Berlusconi

Comunque se ne parlerà in settimana, perché il dossier comunali va assolutamente risolto. Ed è chiaro che di questo ne avranno parlato Salvini e Berlusconi nel faccia a faccia di ieri sera, anche se fonti si sono affrettare a spiegare che «il tema delle amministrative sarà affrontato nei prossimi giorni al tavolo nazionale dove ci saranno anche gli altri protagonisti del centrodestra».

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Più in generale i due leader si sarebbero soffermati sui temi politici più centrali in questo momento, dalle riforme alla situazione del governo Draghi, fino all’allarme immigrazione. Ma la portata principale del faccia a faccia il futuro del centrodestra e in particolare federazione e partito unico. «L’obiettivo – come riportano le fonti – è rendere ancora più efficace l’azione comune in Parlamento. Passi avanti nella definizione della federazione auspicata da Salvini e, di conseguenza, lungo la strada del partito unitario che Berlusconi immagina in vista del 2023».

Insomma, il progetto di matrimonio, preceduto come si conviene da un congruo periodo di convivenza, sembra essere più vivo che mai. Come conferma anche un lungo articolo pubblicato nell’edizione di questa settimana de L’Espresso ed uscito ieri.

Nel pezzo si fa riferimento a una sorta di accordo, anzi l’articolo parla di «contratto», tra Salvini e Berlusconi per la liquidazione di Forza Italia all’interno della Lega. Una scelta sostenuta con forza dalla famiglia del Cavaliere stanca di pagare ogni anno i debiti del partito, che sempre secondo L’Espresso si aggirerebbero intorno ai 100mila euro annui. Da qui la decisione di chiudere Forza Italia affidando tutto a Salvini, il quale di contro si impegnerebbe a tutelare gli interessi dell’azienda Mediaset. Ed a suggellare il tutto un aumento delle partecipazioni sulle reti del biscione di Matteo Salvini.

Anche qui vale la domanda fatta per FdI sulle amministrative a Napoli, da crederci? Una cosa è vera, e cioè che l’inevitabile uscita di scena di Berlusconi porrà un problema politico, cosa fare di Forza Italia, ed uno aziendale, la tutela di Mediaset. Però da qui a pensare che possa essere Salvini e la Lega la soluzione è tutto da verificare. Rimanendo comunque alle dichiarazioni ufficiali il progetto federazione va avanti.

Le primarie del Centrosinistra

Comunque sia per le amministrative se ne parlerà questa settimana. Intanto a sinistra il puzzle si va componendo. A Roma ha vinto le primarie l’ex ministro Roberto Gualtieri con circa il 65 per cento dei consensi, mentre a Bologna è passato Matteo Lepore con il 59,6 per cento. Soddisfatto Enrico Letta che parla di «un successo» e di un «centrosinistra che ha dimostrato che c’è». Anche se qualche contestazione c’è stata, in particolare a Roma dove al Il Foglio il presidente del III municipio, Giovanni Caudo, arrivato secondo dopo Roberto Gualtieri sostiene che «alle primarie di Roma non hanno votato 45 mila persone, al massimo 37 mila».

Polemiche a parte il dato è che il Pd ha fatto le sue scelte e adesso può dedicarsi alla campagna elettorale. Uno stimolo in più per il centrodestra a chiudere in questa settimana, ad ogni costo. Anche se dovesse essere fatta qualche scelta difficile e dolorosa (vedi Napoli).

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