Caserta, a rischio morte la colonia di parrocchetti dal collare di piazza Suppa di Tuoro

Attirati dal favorevole microclima e dalla presenza di alberi ad alto fusto, produttori di bacche di cui si cibano, in piazza Suppa di Tuoro si è insediata una numerosissima colonia di parrocchetti dal collare. Il nome scientifico è “psitacula krameri”, originari dall’Africa centrale e orientale, dalla Cina e India.

La colonia tuorese proviene dalla più numerosa stanziale nel “giardino inglese della Reggia”. Sono pappagallini resistenti, poco esigenti, di ottima riproduzione allo stato libero, si sono adeguati al clima Europeo, in particolare all’italiano. Si presentano con una livrea verde, il becco colore arancio-rosso, le zampe grigio-nere, la specie presenta il dimorfismo sessuale, i maschi adulti sul collo hanno una banda arancione e nera, con una macchia viola dietro la nuca.

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Gli adulti sono lunghi 40 cm. pesano 130 gr, vivono anche oltre i 30 anni. Si cibano di frutta, semi, fiori e bacche presenti in abbondanza nelle frazioni pedemontane e in Tuoro. In piazza Suppa, gli alberi ad alto fusto sono stati scelti dai pappagallini quale areale per nidificare. Depongono 3 o 5 uova tra maggio e agosto, covate dalla femmina per 22 o 24 gg., entrambi i genitori allevano la prole per 45 gg., sono facili da addomesticare, imitano benissimo la voce dell’uomo.

Purtroppo questa colonia di “parrocchetti dal collare” rischia la morte per l’imminente distruzione (taglio) dell’areale microclimatico. È previsto il taglio degli alberi da sostituire con un parcheggio interrato. Il progetto rientra in un investimento di 2,4 milioni di euro, stanziati dal governo Gentiloni e assegnati a Caserta per il cosiddetto “recupero delle periferie”. Detto progetto, voluto dal sindaco uscente Carlo Marino, prevede la sostituzione dell’alberata piazza Suppa con una colata di cemento per 124 posti auto sotterranei.

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Il progetto del parcheggio sotterraneo non rientra nel PRG, non è contemplato nel PUC, non è accettato dalla popolazione residente e non se ne comprende l’utilità. I parcheggi dovrebbero servire da “interscambio” tra automezzo privato (auto) con automezzo pubblico (pulman). Non si riesce ad immaginare la domanda d’utenza né il modello di gestione.

A rischio, il sorgere della solita “cattedrale nel deserto”, con danno erariale e con degrado socio ambientale. Inoltre, il regime dei lavori in “subappalto”, con la lievitazione dei costi, potrebbe sfociare nell’ennesima “opera incompiuta”. Questa non remota ipotesi potrebbe lasciare ai tuoresi un’enorme voragine a cielo aperto (vedi cratere della 167).

Piazza Suppa è lascito derivato dall’edificazione dei condomini di via Alfonso di Borbone. Superficie standard (opere pubbliche – verde attrezzato) ad usufrutto pubblico. La piazza, oltre ad avere un naturale microclima temperato, si sviluppa su 4 livelli altimetrici, è priva di barriere architettoniche, ha una funzionale ed utilizzata cavea teatrale, spazi verdi ed aiuole cespugliate, parco giochi e un’alberatura ad alto fusto.

Il consumo di terreno non è solo quello per l’edilizia abitativa e commerciale, il consumo di suolo è anche la «distruzione di piazza Monsignor Nicola Suppa di Tuoro»

La “bella gente” di Caserta, l’associazionismo, i partiti e i movimenti scongiurino l’annunciata sciagura appellandosi alla sensibilità del Sindaco, assessori e Consiglio Comunale.

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