Draghi contro i saltafila, ma i problemi sono tanti e di riaperture manco a parlarne

La (dis)continuità di Draghi: conferenze stampa in presenza e pomeridiane, ma sempre solo annunci a futura memoria. «Riapriremo – ha detto – quando avremo vaccinato le categorie a rischio». Già, ma quando? E con quale vaccino? Tanto più dopo le perplessità suscitate su Astrazeneca da una comunicazione demenziale, che i cittadini, per conseguenza rifiutano. Non basta fare la faccia feroce con i saltafile, a file già saltate, per dire che l’aria è cambiata.

E forse è per questo che la fiducia dei cittadini nei suoi confronti vacilla. All’inizio di febbraio, era al 71% . Ma quel giorno era ancora un economista già governatore della Banca d’Italia e presidente della Bce. Certo, anche premier in pectore, ma ancora in itinere. Quell’altissimo gradimento era legato, quindi, ai precedenti incarichi. Dei cui risultati è difficile, però, dire quanta consapevolezza diretta avessero gli italiani e quanto, invece, fosse loro ‘inoculata’ dagli sperticati osanna di media e partiti.

Pubblicità

Gradimento, precipitato al 61,4% una settimana dopo aver ottenuto la fiducia del Parlamento. E ulteriormente crollato al 56,1% a Pasqua. Sempre oltre la maggioranza, ma giù di 15 punti rispetto all’inizio.

Da quando, cioè, l’economista, ha lasciato il posto al premier e quindi al politico che, per dar corpo – non sempre riiuscendoci – alle proprie iniziative, è costretto a mediare e scontrarsi con le stesse forze e gli stessi personaggi del Conte 2, oltre che con i nuovi arrivati: Fi e Lega.

Pubblicità Pastificio Setaro

Sicché prova a rifugiarsi dietro le suggestioni tipo “il gusto del futuro”. Ma arrivare al futuro significa bypassare un presente problematico: un’Italia ancora blindata, caos vaccini; i tanti obiettivi e il vuoto di certezze; sostegni (elemosine) che non sempre arrivano e crisi occupazionale galoppante.

Secondo il Rapporto Istat 2021, il 45% delle nostre aziende è «a rischio», mentre al Sud solo l’11% ha qualche solidità e il tessuto produttivo di: Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania e Sardegna è tutto ad altissimo rischio.

Sicché, come sarebbe stato facile prevedere, le tensioni sociali e la stanchezza dei cittadini di sentirsi sudditi, incolpevoli ma penalizzati, stanno cominciando ad esplodere. Sia chiaro, la violenza va condannata sempre e comunque. Ma non si possono chiudere gli occhi – per la presenza fra i manifestanti di gruppuscoli di provocatori politici – e non vedere la disperazione e la rabbia degli italiani. Che, ridotti alla fame, non credono più alle promesse e stanno perdendo la speranza di uscire dal tunnel.

Ciò che, però, lascia perplessi è che è bastato poco poco più di un mese perché SuperMario da economista di vaglia, diventasse un politico di casta. Resosi conto del calo dei consensi, si è messo alla ricerca di un esperto social che faccia crescere i ‘like’ sulla pagina facebook del governo.

Forse sarebbe stato meglio, per il bene degli italiani, mettersi a lavorare per migliorare la qualità di governo dell’esecutivo che – al di là delle chiacchiere – è più diviso di prima.

Certo, è sostenuto da una maggioranza bulgara, fra cui Salvini, che non si fa alcuno scrupolo ad azzanarla. In verità, riesce a fare anche di più, rifiutandosi di cedere – come prevede la legge – la presidenza del Copasir (proponendone, addirittura, l’azzeramento) all’unica opposizione parlamentare FdI, allo stesso tempo, riesce a insultare: il cdm; se stesso (sopportato, con insofferenza dagli alleati, che lo contestano anche se ne accetta le imposizioni, come nel caso del ‘cashback’) e il centrodestra (dalle Alpi al Capo Passero, le liti fra Carroccio e FdI si moltiplicano).

Fatto è che la Meloni continua a crescere e Salvini scalcia, gelando i rapporti fra i due partiti).

E i prossini 15 giorni saranno tutt’altro che facili. Le 518 poltrone da distribuire nei cda delle aziende di Stato, fra cui Cdp, con i ricchissimi dossier che conserva, e Fs-Anas la principale stazione appaltante italiana; i vaccini che mancano, il nuovo scostamento di bilancio e il recovery plan, rischiano di fomentare polemiche e divisioni, incendiando ulteriormente l’Italia. E Purtroppo, è Draghi che rischia di pagarne il conto in termini di reputazione.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Torre Annunziata, l’Amministrazione comunale: al via il cantiere «Verde Sociale e Sicuro»

Gli interventi riguardano 8 isolati nel rione Penniniello Sono iniziati questa mattina i lavori di riqualificazione degli immobili nel rione Penniniello di Torre Annunziata. A...

Appello inammissibile, per Pasquale Aliberti assoluzione definitiva dopo 13 anni

La Corte di Salerno respinge l’impugnazione della Procura La Corte di Appello di Salerno mette la parola fine a una vicenda giudiziaria lunga tredici anni....

Ultime notizie

Parco Archeologico di Ercolano: cosa ci racconta la città che il Vesuvio ha cristallizzato

Una delle tracce più eccezionali della Roma antica Il Parco Archeologico di Ercolano è una delle testimonianze archeologiche più straordinarie dell’antica Roma. Situato sulla costa...

Sequestro da 2,2 milioni a un imprenditore vicino al clan dei Casalesi

Sigilli su società, immobili e conti Dalle forniture di calcestruzzo agli appalti pubblici: è su questo asse che si muove il provvedimento di sequestro eseguito...

La morte di Domenico, la dg del Monaldi: «Nessun occultamento, indagini partite subito»

La manager: «Azienda continuerà a cercare la verità» Le indagini interne sul fallimento del trapianto di cuore eseguito sul piccolo Domenico all’ospedale Monaldi di Napoli...