Campania in zona rossa, De Luca: «Era prevedibile. Voto a ottobre? Decisione irresponsabile»

La Campania in zona rossa. La conferma arriva dal presidente della Regione Vincenzo De Luca nella diretta di oggi pomeriggio, venerdì 5 marzo. «Perché questo livello di contagio non si può più reggere» spiega il governatore aggiungendo che «la ricaduta sulla rete ospedaliera diventa grande e alla lunga insostenibile».

Insostenibile perché da giorni e giorni la regione registra oltre duemila casi al giorno e già oggi, secondo De Luca, esiste «un appesantimento della situazione degli ospedali. In modo particolare al Cardarelli. È evidente che bisogna prendere misure eccezionali, anche oggi 2500 positivi». Numeri che portano a considerare l’aumento di contagi come una terza ondata, afferma.

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L’unica risposta, oltre alla nuova zona rossa, è la campagna di vaccinazione. «Abbiamo aperto la piattaforma regionale per l’iscrizione dei membri delle forze dell’ordine, delle Forze Armate e della polizia penitenziaria».

La Regione Campania, spiega, ha «deciso di fare nell’area Vesuviana nei comuni (Torre Annunziata, Pompei e Castellammare di Stabia, ndr.) che hanno registrato un incremento straordinario di positivi, una campagna di massa di tamponi per cercare di individuare quanti più contagi possibile. Abbiamo anche deciso di impegnare il Tigem di Napoli in uno studio per avere il sequenziamento genetico per i nuovi contagiati, per cercare di capire cioè quante varianti ci sono».

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Ma la mancanza di vaccini è il tema al centro del dibattito a livello mondiale. Problema che inevitabilmente si riflette anche a livello locale. La Regione sta lavorando «in due direzioni. La prima è quella di cercare forniture aggiuntive di vaccini sul piano internazionale. Non appena avremo concluso qualche contratto con altri fornitori ve ne daremo notizia. La somministrazione avverrà quando ci sarà l’autorizzazione delle autorità sanitarie ma intanto ci prepariamo ad avere qualche milione di dosi di vaccino in più perché se andiamo con questi ritmi ci mettiamo anni per completare la campagna».

Inoltre Palazzo Santa Lucia si sta muovendo sul fronte della «produzione del vaccino in Campania. Ci sono aziende che producono farmaci che possono attrezzarsi, con l’aiuto della Regione, con le tecnologie necessarie per l’infialamento del vaccino e la distribuzione. È un’operazione che richiede almeno 4 mesi dal momento in cui dovessimo stipulare un accordo». Per avviare la produzione però ci vogliono almeno 4 mesi.

De Luca però non fa mancare critiche al nuovo Governo. «Volevo segnalare – afferma – una decisione che sta prendendo il governo nazionale e che avrà una ricaduta pesante sul mondo della scuola».

«Una decisione che io considero gravemente sbagliata. Questo governo decide di spostare la data delle elezioni amministrative, una tornata importante che vedrà al voto Torino, Milano, Roma, Napoli, Salerno, Caserta. Capoluoghi, comuni medi, importanti. Avremo un milioni di cittadini al nostro paese chiamati a fare questa campagna elettorale».

«Stanno pensando di far votare il 4 ottobre. Il che significa che ancora una volta quelli che dovrebbero essere mesi dedicati solo alla scuola e all’apertura del nuovo anno scolastico vedranno una totale distrazione delle istituzioni, dei comuni, delle province del governo rispetto al problema della scuola. È una cosa di una gravità unica questa».

«L’hanno già fatta a settembre dello scorso anno. Stanno pensando di fare la stessa cosa anche quest’anno pur sapendo che l’unica finestra più tranquilla è l’ultima settimana di giugno e la prima decade di luglio. Per l’ennesima volta la politica, con l’intesa di tutti i partiti deciderà di calpestare gli interessi della scuola».

Poi si toglie un sassolino dalla scarpa. «Quando chiudiamo per ragioni sanitarie per proteggere la vita dei bambini degli alunni dei docenti non manca mai chi va a fare il ricorso al TAR. Io mi aspetterei che di fronte a una decisione del genere ci fosse in Italia una rivolta del mondo della scuola. Invece non ho sentito neanche una voce critica. È una vergogna doppia» conclude De Luca.

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