Napoli, Maresca incontra l’Ugl: «Siglare un patto di riscatto sociale che parta dalla legalità per far ripartire la città»

Nella sede Ugl Utl di Napoli si è svolta nella giornata di ieri l’incontro, sul tema “legalità e lavoro”, con il sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Napoli, Catello Maresca, alla presenza del vicesegretario generale UGL, Luca Malcotti e, nel rispetto della normativa di contrasto al Covid-19 dei segretari di federazione dell’UGL di Napoli.

«Il blocco dei licenziamenti – ha affermato Malcotti – ha evitato una deflagrazione sociale che avrebbe avuto anche come conseguenza un effetto devastante sulle casse pubbliche in quanto le risorse da destinare alla Naspi sarebbero state enormi. Il sistema Paese ha enormi potenzialità in ogni settore ma esse sono state frustrate da disattenzione e superficialità nell’affrontare i tanti problemi. Napoli, come del resto l’Italia, non riparte se non in clima di legalità».

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«Su questo – ha continuato – la UGL ha lanciato da tempo più di un allarme. La crisi sanitaria rischia di essere un terreno di cultura di comportanti ed attività criminali ed illegali. E’ chiaro che bisogna elevare l’attenzione ma con la consapevolezza che servono anche degli incisivi interventi riformatori, anche legislativi, per evitare anche l’altro pericolo di un eccesso di legalità che ovviamente rischierebbe di far diventare un diritto in favore, andando ad alimentare in questo modo un circuito vizioso che va combattuto».

Gaetano Panico, segretario della UTL di Napoli, ha tenuto a precisare che «Napoli merita attenzione soprattutto in un momento difficile come questo che sta lasciando sul lastrico intere fasce di popolazione soprattutto di quella impegnata tutti i giorni ad aprire le piccole attività commerciali e artigianali o di far andare avanti la propria piccola impresa o il proprio banco in un mercato o in una fiera. E’ facile prevedere come queste difficoltà possano generare l’attenzione della criminalità».

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«Un’attenzione del tutto particolare – sottolinea Panico – deve essere riservata al mondo giovanile che, con una scuola funzionante a singhiozzo, rischia di essere lasciato a sè stesso per le strade della città. Lavoro e legalità sono facce della stessa medaglia e per una città come Napoli sono gli elementi da cui ripartire per creare una progettualità di crescita per le filiere commerciali e artigianali più deboli. Le regole sono importanti ma va rivista e snellita una burocrazia che rischia di essere nemica del cittadino.  L’UGL sarà sempre vicina alla Napoli sana e lavoratrice».

Per il procuratore Maresca è «utile il confronto ed un dialogo sulla legalità soprattutto con il mondo associativo e delle rappresentanze. Nessun discorso può escludere il rispetto delle regole. E’ arrivato il tempo di siglare un grande patto di riscatto sociale che parta dalla condivisione delle regole ripristinando un rapporto nuovo e più corretto tra cittadino e centri decisionali. E’ ovvio, che quando ci sono situazioni degradate, si fa difficoltà anche ad assicurare la normalità della qualità di vita che è un elemento da cui non si può prescindere per creare una convivenza civile».

«Siamo arrivati al punto – spiega Maresca – di accettare supinamente il pensiero che le istituzioni siano un ostacolo e non un volano per lo sviluppo di un territorio. Quindi accettare e condividere le regole significa far ripartire il territorio. Ovviamente per far creare crescita le regole devono essere chiare e non contraddittorie. In effetti bisogna sempre distinguere tra forma e formalismo. Il rispetto della forma è valido se corrisponde ad una sostanza. La burocrazia non è di certo un male in sè ma lo può diventare quando essa viene esasperata. Noi dobbiamo batterci per la sostanza».

«E’ vero – dice – le crisi molte volte hanno generato l’aggressione della criminalità che si nutre anche delle ansie e delle difficoltà. L’esperienza del passato ci dice proprio questo. Basti pensare alle vicende del dopo sisma del 1980 o la vicenda dei rifiuti e della terra dei fuochi. I flussi economici significativi, spesso poco controllati, rischiano effettivamente di essere oggetto dell’attenzione dei clan criminali».

«Le mafie vivono e si alimentano delle emergenze. Ovviamente anche i fondi del Recovery possono subìre l’attenzione della criminalità se quei fondi non vengono spesi bene e con oculatezza, alzando un muro contro le possibili infiltrazioni. Io sono un napoletano e sono fiero anche della mia lingua e con questo dialetto parlerò ai giovani e alle categorie in maggiore difficoltà» ha concluso Maresca.

 

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