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Caserta, chiudere il mercato bisettimanale di via Ruta

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Non può continuare ad operare un’attività commerciale totalmente sprovvista dei più semplici requisiti igienici, legali e d’utilità economico-sociale.

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L’attuale mercato bisettimanale (mercoledì e sabato) della città capoluogo Caserta, non ha più necessità e utilità d’esistere, non ci sono i presupposti né i requisiti per tenerlo in funzione. L’eventuale utilità calmierante il costo di prodotti di prima necessità, valore sociale, appare inutile rispetto alle pericolose negatività presenti nella struttura “mercato di via Ruta”.

Servizi igienici non funzionanti, operatori costretti a svolgere i propri bisogni fisiologici tra bancherelle e avventori. Assenza di controlli legali, amministrativi e sanitari.

La storia, dovrebbe insegnare a non sbagliare.

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Nel tempo tutto si evolve, cambiano usanze e mode, situazioni storiche e politiche, economia e socialità trasformano la vita di popoli e genti. Nella storia dell’umanità, luogo fisico più importanti per l’uomo, oltre a quello di culto, è stato il mercato.

Il mercato: spazio fisico, organizzato e regolamentato a seconda di epoche, Paesi e Civiltà. Logisticamente diversificato a secondo dell’utilizzo, barattare, commerciare, discutere, rappresentare teatro, poesia e arte o amministrare la giustizia.

Dalla preistoria, alle antiche civiltà di Atene, Roma, Alessandria d’Egitto, Costantinopoli e via via in tutte le Epoche, il mercato ha rappresentato l’elemento principe delle evoluzioni e conquiste umane. L’agorà, considerata “piazza mercato”, centro della vita economica della città. I rivenduglioli vi drizzan le loro baracche e fanno i loro piccoli affari sotto la sorveglianza di magistrati che vigilano sulla qualità delle merci, e di altri che controllano pesi e misure…

Ad Atene la “democrazia” si concretizzava nell’Agorà dove aveva anche luogo il “mercato”. Luogo d’incontro quotidiano, mensile o stagionale da sempre rappresentato quale spazio per la cultura e il progresso. Nelle attività di “mercato” nacquero moneta e scrittura, banche e banchieri, fortune e sfortune di famiglie e città.

Dall’economia dei mercati derivarono: le scoperte geografiche, la nascita di nuove civiltà e la decadenza di altre, lo scoppio di guerre, conquiste scientifiche e sviluppo ed evoluzione “dell’arte”. Mercati di borghi, paese, città e regioni, alimenti e prodotti artigianali, di singoli o associati, industriali e della distribuzione al dettaglio o all’ingrosso.

Il luogo fisico scelto per quest’attività ha sempre avuto primaria importanza, scelto con intelligenza e oculatezza. Tutte le civiltà sceglievano in base alle proprie necessità, l’utilità determinava forma e stile del luogo preposto. Stoa dell’antica Grecia, colonnati coperti definivano ampi spazi, sale pubbliche. Basilikè adottata nell’antica Roma, vi si svolgevano attività commerciali, bancarie, tribunizie e oratorie. In epoca costantiniana vennero trasformate in “luogo di culto”: Basiliche Paleocristiane, ecc..

Fiere e mercati a Caserta.

Sicuramente in epoca medioevale, il mercato veniva organizzato nello slargo prospiciente la cattedrale di Casertavecchia – 1113-1153 – Casa Hirta -, sede vescovile. Successivamente spostato nel villaggio Torre – piazza mercato prospiciente la Torre dei Della Ratta (slargo antistante palazzo Acquaviva, sede di Prefettura e Questura).

Con la piantumazione del quadrilatero alberato di piazza Vanvitelli ed il monumento all’arch. progettista della Reggia  nell’800 il mercato venne spostato nell’area, dove in seguito sorgerà, piazzetta Commestibili – anni ’30 – e successivamente allocato in piazza Matteotti.

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Negli anni ’70 del XX secolo – sindaco V. Gallicola – trasformato in mercato sotterraneo, sdoppiato nello slargo oggi giardini di San Padre Pio, abbigliamento. scarpe e varie. Successivo all’allargamento di via Delle Ville, Istituto tecnico M. Buonarroti e condomini limitrofi, la fiera mercato vi sosta fino all’attuale posizionamento in via Ruta.

Storia attuale.

La città è cresciuta a dismisura, con o senza PGR, col PUC privatizzato e occultato dall’attuale podestà occupante il palazzo di città. Insediamenti strutturali per la “grande distribuzione”, concentrate e soffocanti la città. Mercati rionali chiusi, ambulanti abusivi e a posto fisso non controllati, abusivismo commerciale diffuso ed eluso a qualsiasi controllo legale ed igienico.

Commercio di prossimità in asfissia per la scelleratezza dell’attuale (dis)amministrazione targata PD del podestà Marino. In questo “marasma”, continua ad operare, malfunzionante e a singhiozzi l’obbrobrio mercatale di via Ruta.

Mercato di tutte le illegalità.

L’Ente comune non ha il censimento degli ambulanti a posto fisso né degli spuntisti; chi paga, chi evade, le differenti tipologie merceologiche commerciate sopravvivono in promiscuità. Non si effettuano ferrei controlli igienico-sanitari sui prodotti, provenienza della merce e salubrità della stessa. non si effettua la raccolta differenziata dei rifiuti. Autentico mercato delle illegalità

Questa vergogna dev’essere immediatamente chiusa.

L’Ente Comune, per curare la sicurezza delle strade, manutenere il verde pubblico, le scuole, la pubblica illuminazione, ecc., ha bisogno di soldi. Per organizzare le attività mercatali ambulanti o a posto fisso dovrebbe avere: capacità amministrative, senso del dovere e amore e rispetto per la città.

L’Ente Comune di Caserta, con l’apporto delle Organizzazioni di settore Agricole e zootecniche, da tempo ha organizzato in piazza Cattaneo il “mercato di campagna amica”. Lodevolissima iniziativa da gemmare in altri mercatini della città, il commercio a Km 0 combatte il carovita non rinunciando alla qualità dei prodotti, concede ossigeno ad allevatori e agricoltori. Il mercato dei prezzi calmierati si effettuava sin dalla Roma di Diocleziano, perché non organizzarlo nella città della Reggia?

Chiudere il mercato di via Ruta.

Favorire i mercati policentrici di quartiere, aiuta la cittadinanza a non spostarsi su via Ruta distante e non servita dal trasporto pubblico locale. Favorire la nascita dei mercati calmierati rionali incentiva ed ossigena il locale e morente commercio di prossimità. Attivare i mercati rionali rivitalizza la “vita sociale” nei quartieri dormitorio, privi d’attività commerciali di prossimità distrutti dalla “grande distribuzione commerciale” (supermercati).

Proposta, istituire mercati rionali in: via Acquaviva (piazza PO); Tredici San Benedetto (piazza Vetrano); Ercole è servita dal limitrofo mercato di Casagiove; 167 della zona Leonetti; parco Cerasole, struttura esistente non utilizzata; rione Vanvitelli (mercato funzionante); piazza Matteotti (mercato coperto); Garzano (slargo attiguo alla Chiesa); piazza di Pozzovetere per il quartiere di Casertavecchia.

Il volere è potere!

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