Covid-19, FdI: «Regione Basilicata chieda l’utilizzo del vaccino Sputnik»

«Per evitare il rischio di far slittare a catena tutta la programmazione delle autorità sanitarie nazionali a causa della insufficiente produzione delle grandi multinazionali del farmaco che hanno certificato la loro incapacità di stare al ritmo del piano di fornitura, sarebbe opportuno introdurre altri vaccini come lo Sputnik».

Lo affermano in una nota Salvatore Caiata, deputatgo e segretario regionale di Fratelli d’Italia in Basilicata e Francesca Messina, responsabile regionale Dipartimento Politiche Sociali FDI Basilicata.

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Gli esponenti politici chiedono «che la Regione Basilicata, attraverso l’Assessore alla Sanità, si adoperi in anticipo per avanzare richiesta al Commissario Arcuri ed al Ministro della Salute sull’opportunità di utilizzare il vaccino russo. Se un vaccino è sicuro ed efficace, indipendentemente dal paese in cui è stato prodotto, non si capisce perché non debba essere utilizzato».

«Rispetto a certi temi – spiegano -, come quello della salute e dei vaccini non ci possono e non ci devono essere riserve di tipo ideologico. Solo qualche giorno fa la Russia ha annunciato che sarà in grado di fornire 100 milioni di dosi del vaccino Sputnik nel secondo trimestre del 2021. L’annuncio è arrivato dopo che l’Unione Europea ha preso atto del taglio delle forniture dei vaccini prodotti da Pzifer-BioNTech e AstraZeneca».

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«La domanda di approvazione del vaccino Sputnik è già stata presentata all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) grazie anche all’apertura sul farmaco russo di Angela Markel, nel solco della ormai consolidata tradizione secondo la quale la Germania ordina e l’UE esegue. Il vaccino russo prodotto dalla casa farmaceutica Gamaleya oltre ad avere un costo nettamente inferiore rispetto ai concorrenti Pfizer-BioNTech, Moderna ed AstraZeneca, ha anche una facilità di conservazione che potrebbe risultare un elemento decisivo per la sua distribuzione».

«La produzione avviene in forma liofilizzata e richiede una conservazione ad una temperatura da +2 a +8 gradi Celsius. A tutto ciò deve aggiungersi il non trascurabile dato circa la sua efficacia: uno studio pubblicato qualche giorno fa sulla prestigiosa rivista Lancet ha stabilito che un approccio a due dosi presenta un’efficacia del 91,6% contro il Covid-19 sintomatico» concludono.

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