Governo, Beccalossi: «Il no a Berlusconi conferma l’unico interesse di Pd e M5S: gestire il Recovery»

L’Italia da più di un mese bloccata dalla crisi di Governo con il premier Giuseppe Conte alla ricerca disperata di ‘costruttori’ che sostengano la sua governance al Senato dove può contare su numeri risicati e senza una maggioranza. Ricerca che per il momento sembra del tutto vana e si staglia all’orizzonte una nuova apertura a Italia Viva nella speranza di poter mantenere la linea di comando. Sembra tramontare invece l’ipotesi di un governo di salvezza nazionale che vada dal Pd, passando dal M5S, fino ad arrivare al Centrodestra.

«Il ‘no’ opposto da Pd e M5S al governo di salvezza nazionale proposto dal presidente Berlusconi conferma che il vero obiettivo di questa minoranza al potere non è la messa in sicurezza dell’Italia ma la gestione dei miliardi del Recovery fund» afferma Viviana Beccalossi, Consigliere regionale indipendente della Lombardia e presidente di Rifare Italia, associazione nata alla fine dell’anno scorso, del cui comitato promotore fanno parte: Massimo Corsaro, Mario Landolfi, Gennaro Malgieri, Marco Martinelli, Silvano Moffa, Rosario Polizzi, Marco Valle e Pasquale Viespoli.

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«Diversamente – spiega -, non si ridurrebbero ad ‘andar per senatori’ piuttosto che concordare con il centrodestra nuove soluzioni per affrontare al meglio, certamente in maniera più coesa, le terribili sfide poste dall’emergenza sanitaria».

«In tal senso, gli appelli alle forze europeiste in uno con l’asserita necessità di contrastare i sovranisti rappresentano solo meschini espedienti propagandistici utili solo a giustificare un ingiustificabile rifiuto. È di tutta evidenza che l’attuale governo è ormai una carcassa e che l’ostinazione di Conte a non prenderne atto rischia di creare più problemi di quanti non ne creerebbero le sue indifferibili dimissioni», aggiunge.

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«Come ha constatato il leader di Forza Italia, meglio impiegare due mesi in una trattativa per formare un governo munito di amplissima base parlamentare che perdere due anni dietro una maggioranza appesa alla lotteria del ‘responsabile di giornata».

«Per questo, al punto in cui siamo e ferma restando la dichiarata indisponibilità del M5S a riconciliarsi con il partito di Renzi, l’unica alternativa al governo di salvezza nazionale sono le elezioni. Ma dev’essere chiaro a tutti, anche a Bruxelles, che a portarci in quella direzione non è l’opposizione, ma il partito degli irresponsabili stretti intorno all’asse Conte-Zingaretti-Di Maio», conclude Viviana Beccalossi.

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