Dpcm opere strategiche, Fitto (FdI-Ecr): «Provvedimento inefficace e pasticciato»

«Per questo Governo esistono opere di serie A e opere di serie B. Ma anche quelle di serie A potrebbero non vedere mai il taglio del nastro dell’avvio del cantiere. Andiamo con ordine in questi giorni è in esame alla Camera dei Deputati il DPCM che seleziona le opere strategiche da accelerare e la nomina dei relativi commissari. Non solo siamo in ritardo – è da quasi due anni (art. 4 Decreto Legge n. 32, del 18 aprile 2019, poi convertito in Legge n. 55 il 14 giugno del 2019) che se ne parla – ma visto da Sud la misura è inefficace e pasticciata». Lo afferma in una nota il co-presidente del gruppo europeo Ecr-Fratelli d’Italia, Raffaele Fitto.

«Facciamo degli esempi concreti – continua – che riguardano il Sud. Per la direttrice ferroviaria Bari-Napoli, la Salerno-Reggio Calabria e la Palermo-Catania i commissari esistono già. Sono stati nominati nel 2014, a cosa serve questa nuova nomina? In più i commissari sono scelti fra i dirigenti di ANAS, RFI e Provveditorati come possono accelerare interventi che già per legge dovevano fare loro? E il tempo che dedicano a fare i commissari a cosa lo toglieranno? Bloccheranno altri interventi? Senza contare che se queste opere sono ferme, in alcuni casi (vedi la SS275 Maglie-Leuca), è proprio per colpa di questi soggetti che il DPCM individua».

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«Esiste poi un problema nel problema: le opere strategiche individuate nel DPCM dovrebbero essere tutte di serie A, ma non è così perché fra il Nord e il Sud vi è poi un’altra grave sperequazione: quelle del Nord sono per lo più integralmente finanziate mentre quelle al Sud no» sottolinea Fitto.

«Qualche esempio che ci riguarda come pugliesi molto da vicino: la Statale Ionica ha un costo complessivo di 3 miliardi di euro, ma l’opera risulta finanziata con solo 437 milioni. Oppure la Statale Garganica con un costo di 900 milioni, ma finanziati solo 68. In questi casi a cosa serve il commissariamento? Se dobbiamo far partire la progettazione basta indire una semplice gara? Se non ci sono tutti i soldi che servono a realizzarla nessun commissario potrà mai far partire i lavori. Il progetto rimarrà sempre sulla carta».

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«Poi il paradosso dei paradossi esistono, di contro, opere interamente finanziate da tempo (oltre 300 milioni) come la Maglie-Leuca che sono non solo ferme, ma escluse dal DPCM.
Nel 2016 è stato approvato il Codice degli Appalti, da molti definito come un’ulteriore burocratizzazione al sistema delle opere. Ed è sempre il Governo GialloRosso ad approvare due decreti (Sblocca Cantieri e Semplificazioni) per correggere quegli errori, ma senza grandi risultati».

«Quindi non ci meraviglia che anche questa volta abbia prodotto un provvedimento pasticciato, ma anche dannoso, in modo particolare per il Sud dove mancano le risorse per realizzare completamente le opere ma si nominano i commissari e paradossalmente per quelle opere (poche) interamente finanziate non si nominano i commissari!» conclude.

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