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dl Elezioni, Fratelli d’Italia: «La maggioranza ha poco da festeggiare, numeri risicati»

Neanche il governo ci credeva, neanche Conte pensava fosse possibile ma alla fine il dl Elezioni è stato approvato e la fiducia è passata. Con 158 favorevoli su altrettanti votanti su 162 presenti. Non certo numeri da capogiro. «Quando ieri sera sono stato avvertito che in Senato sareste stati richiamati a votare alle 9,30, ho pensato ‘mission impossible’. Invece chapeau, se ci siete tutti, siete stati davvero bravi», avrebbe detto il premier. «Presidente a questo punto ci deve una cena», avrebbe risposto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci. Se la maggioranza esprime soddisfazioni per l’approvazione sul filo di lana, il Centrodestra la pensa, naturalmente, diversamente.

dl Elezioni, Rauti: «Maggioranza non è in grado di garantire il numero legale»

Rauti Dl Rilancio
La senatrice di Fdi, Isabella Rauti

«Se la maggioranza non è più in grado di garantire il numero legale in Aula ha la responsabilità politica di prenderne atto e di dimettersi» ha affermato il vicepresidente vicario del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti. «Una maggioranza barricata nei Palazzi ma che non è tale nel consenso dei cittadini, come confermano quotidianamente i sondaggi. La maggioranza esce male dall’ennesima ‘Vittoria di Pirro’ per strappare la fiducia e solo il ritorno al voto permetterebbe agli elettori di scegliere da chi essere governati».

«Questa maggioranza che procede a colpi di fiducia – siamo giunti a 27 – di DPCM e di decreti d’urgenza, calpesta il ruolo del Parlamento, i diritti delle opposizioni e la libertà di contestare. E’ la maggioranza, infatti, che fa ostruzionismo alla democrazia parlamentare e che vorrebbe ammaestrare, come al circo, l’opposizione calpestando le prassi parlamentari e il diritto della minoranza ad esprimere il proprio dissenso politico», conclude la senatrice Rauti.

dl Elezioni, Ciriani: «Quanto accaduto dovrebbe far riflettere la maggioranza»

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Il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani

«La maggioranza e il presidente Conte hanno poco da festeggiare» afferma invece il capogruppo di FdI al Senato, Luca Ciriani. «Miracolosamente hanno ottenuto la fiducia in Senato, salvando così quella poltrona che tengono così stretta e che è l’unica cosa che realmente gli interessi. Quanto accaduto a Palazzo Madama dovrebbe farli riflettere, invitandoli a minor arroganza e faziosità, considerando che hanno dimostrato di essere incapaci nel garantire le risorse a famiglie e imprese, e il numero legale per una votazione così importante come il voto di fiducia».

«Fratelli d’Italia – continua – per prima aveva annunciato che non avrebbe partecipato al voto e questo dopo il rifiuto di governo e maggioranza a ritirare il decreto Elezioni per riscriverlo insieme alle opposizioni. Nel corso dell’esame in Senato abbiamo avuto un approccio costruttivo, partecipando ai lavori in Commissione e presentando emendamenti e finanche una pregiudiziale. Ma le nostre ragioni non sono mai state accolte e il governo è andato avanti con l’ennesima fiducia, a dimostrazione della sua arroganza».

«L’auspicio è che ne traggano insegnamento, ma temo che non avverrà. E le parole del presidente del Consiglio, che addirittura fa ‘chapeau’ ai suoi capigruppo, sono la dimostrazione di un governo che calpesta il Parlamento e i diritti delle opposizioni e che preferisce chiudersi nelle ville sordo alle richieste di aiuto che giungono dai cittadini e dalle categorie economiche e sociali», conclude il presidente Ciriani.

dl Elezioni, La Pietra: «Uniti solo dall’obiettivo di non andare al voto»

Il senatore di Fdi, Patrizio La Pietra

«Dopo i fatti di ieri al Senato, che hanno dimostrato come questa maggioranza sia alquanto disomogenea, oggi abbiamo avuto la dimostrazione di come invece sia ‘logisticamente’ organizzata». Dichiara il senatore Patrizio La Pietra. «È stato garantito il numero legale, ma non c’è più una maggioranza assoluta. Questo sarà sicuramente un problema per la tenuta di questa ‘disomogenea’ maggioranza, unita soltanto dall’obiettivo di non andare al voto e chiedere la fiducia agli italiani».

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