I giovani commercialisti contro il Governo: «Bando Impresa Sicura è un fallimento. Rimborsi per un’azienda su 80»

«Il bando Impresa Sicura, nato con la presunta finalità di sostenere le imprese di qualunque dimensione operanti sul territorio nazionale, ha deluso ogni aspettativa. Riteniamo molto grave che soltanto 3.150 aziende su 249.681 potranno usufruire del rimborso per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale per i propri dipendenti». Lo afferma Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili (Ungdcec).  

Bando impresa sicura, De Lise: «Che errore il click day!»

«Ci lascia basiti, inoltre, che seguendo la logica del ‘click day’ siano state premiate soltanto le imprese che hanno trasmesso la domanda entro le ore 09.00.01.046749, e cioè entro un secondo e pochi millesimi dall’apertura della piattaforma» sottolinea una nota. «Invitalia ha dovuto ricorrere alla pubblicazione per decimi di secondo, meccanismo ben lontano dalla trasparenza pubblica necessaria ad un bando, il tutto aggravato dal fatto che le ricevute delle prenotazioni rilasciate alle aziende richiedenti riportavano solo i secondi, e non anche i millesimi».

Pubblicità

«Insomma – continua -, oltre ad escludere i professionisti (ma ormai è evidente che questo Governo abbia una visione ottocentesca delle professioni), Impresa Sicura ha premiato la capacità delle articolazioni dell’avambraccio umano nel premere un tasto, e non la meritocrazia, la programmazione aziendale o l’equità, che in questa emergenza dovrebbe invece guidare ogni azione di buon governo».

«Anche in questo caso, purtroppo, il Governo ha creato soltanto illusioni e aspettative – evidenzia De Lise -. I 50 milioni di euro messi a disposizione delle aziende per l’acquisto di Dpi sono una piccola goccia in un mare di richieste di erogazione fondi che ha superato gli 1,2 miliardi di euro. Si tratta dell’ennesima presa in giro nei confronti di persone già martoriate dalla pandemia, da preoccupazioni, adempimenti, nuovi controlli e dal rischio di abnormi sanzioni in caso di errore. Non possiamo rimanere in silenzio, pretendiamo rispetto e trasparenza per noi professionisti, in prima linea, e per le aziende in questo grave periodo di crisi» conclude De Lise.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Il ministro Roccella insultata mentre soffre: odio senza giustificazione

Cattiveria senza giustificazione C’è un limite che la polemica politica non dovrebbe mai superare: quello della sofferenza umana. La vicenda di Luigi Cavallari, disperso nel...

È venuta a mancare Adriana Riggi, madre dell’amico e collega Jerry Russo

La direzione e la redazione de «IlSud24.it» partecipano di cuore al dolore dell’amico, collega e collaboratore Jerry Russo e delle sorelle per la dipartita...

Ultime notizie

Montesanto, spari e kalashnikov in strada: l’altra Napoli oltre il racconto della rinascita

Nessun ferito, la paura ripresa dai video sui social La città raccontata come modello di rinascita deve fare i conti con le immagini di Montesanto,...

Procida, entra nell’abitazione della vicina e tenta di violentarla: arrestato 34enne

La donna era in casa con i figli quando è stata aggredita Terrore all’alba a Procida, dove una donna di 36 anni ha denunciato un...

Napoli, il caldo mette a nudo l’assenza di una strategia ambientale

La risposta è il verde urbano come dimensione sociale La tutela dell’ambiente non può essere ridotta a una questione estetica o a un insieme di...