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Conte annuncia la Fase 2. Giovedì voto su Def e scostamento di Bilancio

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La settimana che si apre sarà l’ultima di chiusura totale del Paese. Dopo oltre un mese e mezzo riparte anche se con molte incertezze e, forse, anche con un po’ di paura. Come ha spiegato il presidente del Consiglio Conte nell’ennesima conferenza stampa convocata ieri sera che le maglie delle restrizioni saranno allargate ma si dovrà «fare a meno di abbracci e strette di mano».

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Saranno però permesse le visite ai familiari, purché non si trasformino in rimpatriate (no party), mentre saranno ancora vietati gli spostamenti da regione a regione, anche se sarà «consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Sarà comunque possibile uscire di casa per lavoro e fare acquisti. In base alle indicazioni contenute nella bozza di Dpcm, in tutta Italia oggi riaprono i cantieri pubblici e il 4 maggio quelli privati. Poi, via via, parchi, negozi, ristoranti. Resta comunque il dato che queste misure hanno validità fino al 17 maggio. Quindi un primo passo.

Cei: si viola libertà di culto

Passo che però ha raccolto la durissima protesta della Cei che in una nota spiega: «I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale». Protesta che ha colpito nel segno al punto che Palazzo Chigi a tarda sera ha chiarito che «nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza».

Italia Viva insoddisfatta: altro che Fase 2, è 1 e mezzo

Ma insoddisfazione arriva anche da Italia Viva con il capogruppo al Senato, Davide Faraone, che critica: «Le nostre proposte erano più coraggiose e non ci aspettavamo questa eccessiva timidezza», mentre Luciano Nobili dalla Camera sbotta: «La Fase 2? Uno e mezzo, scarsa. La conferenza stampa c’è, il dpcm pure ma della ripartenza che serve all’Italia neanche l’ombra. Non ci siamo».

Meloni: fase 2 non ci sarà

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Critiche simili anche da Giorgia Meloni: «Conte ci dice che la fase 2 non ci sarà, che sarà identica alla fase uno. Io non condivido la scelta di aprire per settori, facendo morire per decreto interi settori». E pure Forza Italia si dissocia dalle scelte del governo, con Antonio Tajani che accusa: «Regna sovrana la confusione a Palazzo Chigi sulla ripartenza il 4maggio. Non sarebbe stato più utile avere nelle Task force meno professori e più imprenditori?».

E Matteo Salvini: «Ripartire, riuscire, tornare a lavorare e a sperare. Stasera ci aspettavamo di più e di meglio: date, sicurezze e garanzie. E invece solo accenni vari e altre settimane con negozi e strade chiuse. Come Lega dal primo maggio presenteremo un nostro piano per la ricostruzione nazionale».

In settimana arriva il Def in Parlamento

Polemiche che certamente non sono di buon auspicio visto la settimana complessa e delicata che si apre per il governo. Il Consiglio dei ministri di venerdì ha dato il via libera al Def ma soprattutto alla richiesta di scostamento di bilancio. In tutto 55 miliardi per avviare quelle ulteriori misure che andranno nel decreto Aprile, che per la verità di Aprile avrà soltanto il nome visto che sarà approvato a maggio.

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Come abbiamo già scritto in questo decreto confluiranno anche misure per i trasporti, per il turismo, per la scuola e per la giustizia oltre ai 7 capitoli già previsti ‘Salute e sicurezza’, ‘Credito, liquidità e capitalizzazione delle imprese’, ‘Pagamenti della p.a’, ‘Lavoro e inclusione’, ‘ Enti territoriali’, ‘Fisco e ristori’, ‘Interventi mirati a favore dei settori più impattati dall’emergenza’.

1 miliardo per le modifiche in Parlamento. Maggioranza e opposizioni deluse

Previsto poi anche un miliardo per le modifiche in Parlamento. Una cifra che però secondo alcuni potrebbe scendere intorno agli 800 milioni di euro. Un’eventualità che farebbe storcere la bocca a maggioranza e opposizione. La riflessione che viene fatta è che su 55 miliardi prevederne soltanto uno significa nei fatti permettere al massimo qualche rammendo al decreto e chiaramente quasi esclusivamente a disposizione degli esponenti della maggioranza, il che significa che di nuovo il Centrodestra rimarrà a guardare.

Mercoledì e giovedì approvazione Def e scostamento bilancio

In Parlamento tra mercoledì e giovedì si giocherà la doppia partita Def e scostamento di bilancio. In entrambi i casi sarà necessaria la maggioranza assoluta dei componenti, quindi 161 al Senato e 315 alla Camera.

Gelmini: voteremo ‘no’ al Def ma ‘sì’ allo scostamento di bilancio

Stavolta non arriverà il soccorso dell’opposizione. Per ora, infatti, soltanto Forza Italia è uscita allo scoperto con la capogruppo alla Camera di Forza Italia, Maria Stella Gelmini annuncia che se Fi voterà «no al Def, perché aumenta la pressione fiscale, prospetta una politica economica timida, è costruito con la solita logica tassa e spendi della sinistra. Diremo invece sì allo scostamento di bilancio, purché le nuove risorse siano destinate in modo più intelligente e deciso per imprese, lavoratori e famiglie».

Difficile invece che arrivi qualche sostegno da Lega e Fratelli d’Italia il che alimenta i sospetti di un avvicinamento di Forza Italia a ipotesi di governissimo qualora dopo la fase di emergenza il governo Conte e soprattutto il M5S dovesse implodere.

Giovedì informativa Conte alla Camera

Tornando agli appuntamenti di Aula tutto partirà martedì con le audizioni nelle Commissione Bilancio e Finanze di Camera e Senato per il Def con una coda a mercoledì mattina con Banca d’Italia e Ufficio parlamentare di Bilancio. Poi il provvedimento approderà in Aula per concludersi giovedì, quando ci sarà anche il voto sullo scostamento di bilancio. Il tutto rigorosamente in diretta tv. E sempre giovedì alla Camera è atteso alle 10 il premier Conte per un’informativa.

Giovedì previsto il CdM per il decreto Aprile

E infine, sempre giovedì, appena incassato il via libera sullo scostamento di bilancio ci dovrebbe essere il Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno proprio il decreto Aprile. Probabilmente tra le altre cose ci sarà la proroga della riforma sulle intercettazioni e una stretta sulle scarcerazioni messa a punto dal Guardasigilli Bonafede, investito nelle ultime giornate da durissime critiche provenienti sia dal Centrodestra e sia dalle associazioni delle vittime.

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