I due indagati ai pm: mai perso di vista i figli
Tre ore per mettere agli atti una versione che respinge ogni addebito. Davanti ai pm della Procura di Napoli, i genitori del minore ritenuto responsabile della caduta dell’oggetto che ha ucciso Chiara Jaconis hanno ricostruito minuto per minuto il pomeriggio del 15 settembre 2024, sostenendo di non aver mai perso di vista i figli e contestando anche, con una perizia balistica di parte, la traiettoria ricostruita dagli inquirenti.
L’interrogatorio, si apprende da un articolo di Leandro Del Gaudio su «il Mattino», si è svolto lunedì mattina davanti ai pm Raffaele Barela e Ciro Capasso. Con loro il penalista napoletano Carlo Bianco. I due professionisti, destinatari di un avviso di chiusa inchiesta per non aver vigilato sui propri figli, hanno esposto il contenuto delle loro conclusioni difensive nel corso di un confronto durato tre ore.
Uno dei ragazzi, al momento dei fatti, non aveva ancora compiuto 14 anni ed è quindi non imputabile. È lui lo studente indicato come responsabile della caduta dell’oggetto che ha colpito la trentenne padovana mentre passeggiava con il fidanzato in via Santa Teresella agli Spagnoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli.
La ricostruzione della famiglia
La coppia ha fornito una ricostruzione dettagliata di quella domenica di fine estate. Dopo il pranzo, hanno spiegato, l’intera famiglia sarebbe rimasta in salotto a guardare la televisione. Il balcone era chiuso; davanti alla finestra era stata collocata una poltrona e l’aria condizionata era accesa. Hanno sostenuto di non aver mai perso di vista i propri figli. Nessuno avrebbe lasciato il soggiorno e, secondo la loro versione, non sarebbe ipotizzabile che uno dei due abbia raggiunto il balcone superando la poltrona che ostacolava l’accesso alle finestre serrate.
Sul piano tecnico, la difesa ha richiamato una perizia balistica di parte per sostenere l’impossibilità che un oggetto lanciato, o anche solo lasciato cadere, dal loro balcone possa essere rimbalzato – scheggiandosi – al piano inferiore, per poi finire in strada e colpire mortalmente una passante.
La versione degli inquirenti
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto avviene intorno alle tre del pomeriggio del 15 settembre 2024, ai Quartieri Spagnoli. Chiara sta camminando lungo via Santa Teresella agli Spagnoli con il fidanzato, quando viene colpita da un oggetto.
Un elemento su cui oggi si concentra l’attenzione investigativa riguarda il numero dei manufatti precipitati: non uno soltanto, ma due. Entrambi riprodurrebbero figure stilizzate dell’antico Egitto, vale a dire un volto antropomorfo e la riproduzione della statua della Dea Nefertiti.
Gli indizi raccolti nel fascicolo
Gli atti descrivono una sequenza precisa: oggetti che cadono dall’alto, urtano la ringhiera del piano sottostante – danneggiandola – e poi precipitano in strada. Uno dei due raggiunge Chiara. Le indagini condotte dal pm per i minori Nicola Ciccarelli, magistrato dell’ufficio coordinato dalla procuratrice Patrizia Imperato, hanno concentrato l’attenzione sullo studente non ancora 14enne all’epoca dei fatti, quindi non processabile.
Nel fascicolo sono confluiti anche messaggi WhatsApp che documenterebbero la preoccupazione della madre del ragazzo per un episodio risalente a circa un anno prima della morte della trentenne, relativo al lancio di un oggetto dall’alto verso il basso. Agli atti compare inoltre un capitolo dedicato all’arredamento dell’abitazione finita sotto i riflettori, caratterizzata dalla presenza di diversi oggetti etnici collocati alle pareti o sui mobili, frutto di viaggi esotici compiuti negli anni precedenti.
Non esiste una prova che le due statuine cadute in strada siano state acquistate o possedute dai coniugi indagati, che hanno dichiarato di non riconoscerle. Si tratta di indizi che attendono anche una risposta tecnica sulla traiettoria seguita dagli oggetti in quella domenica pomeriggio. Nel fascicolo è già presente una consulenza balistica di parte favorevole ai due genitori. Non è escluso che anche la Procura disponga una verifica tecnica da inserire nel procedimento.




