Poliziotto aggredito a martellate al corteo pro Askatasuna: 22enne in manette

La maggioranza chiede l’accusa di tentato omicidio

«Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». Non ha dubbi la premier Giorgia Meloni che chiede alla magistratura di non esitare difronte alle immagini del poliziotto aggredito da un gruppo di persone sabato a Torino nel corso della manifestazione per Askatasuna. Quel poliziotto, Alessandro Calista, la premier ha voluto incontrarlo in ospedale per portargli «la solidarietà dell’Italia».

In una giornata scandita dalla conta dei danni e dalle polemiche: cento uomini delle forze dell’ordine feriti e la decisione della maggioranza di accelerare i tempi per il giro di vite sulla sicurezza. Domani prossimo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che è rimasto in contatto costante con la prefettura di Torino, ricostruirà la guerriglia urbana scatta nella serata di sabato in un’informativa alle Camere.

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L’arresto

Al momento quel che è certo è l’arresto di un 22enne che avrebbe fatto parte del gruppo che ha brutalmente aggredito Calista a calci, pugni e martellate. L’indagato proviene dalla provincia di Grosseto, ed è accusato di concorso in lesioni personali. Il giovane è stato individuato, attraverso l’analisi di alcuni filmati, tra i componenti del gruppo (composto da 5 o 6 persone) responsabile dell’episodio.

Nei confronti del 22enne è, inoltre, scattata la denuncia per violenza a pubblico ufficiale per gli stessi fatti, essendo stato filmato in un’altra occasione mentre lanciava oggetti contro le forze dell’ordine, nonché per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che oltre ad aggredire il poliziotto, gli ha sottratto lo scudo, dell’U-bot e la maschera antigas.

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Le reazioni

«Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve», ha tuonato il ministro della Difesa Guido Crosetto, assicurando che «devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse». Il vicepremier Matteo Salvini, che ha telefonato all’agente aggredito, si associa alle parole di Meloni. «Ho letto che, grazie anche al decreto sicurezza voluto dalla Lega, è stato arrestato in differita uno dei delinquenti – ha detto – Però conto che gli venga contestato quantomeno il tentato omicidio, non lesioni».

Ma a insistere sulla necessità che si proceda per tentato omicidio sono diversi esponenti del governo, tra i quali il ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. L’esito della manifestazione, con la virata violenta al calare del buglio era del resto scontata per il presidente del Senato Ignazio La Russa. «Stento a credere che tra i partecipanti alla manifestazione di Torino ci fossero molte persone ignare dell’esito violento che, per colpa di una nutrita frangia, ci sarebbe stato di sicuro». In molti dalla maggioranza accusano la sinistra di «cercare di sminuire» come ha detto Crosetto, invitando all’unità. «Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo». La segretaria del Pd ha chiamato Meloni invitando a «non strumentalizzare» e sottolineando che «le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte».

Le indagini

E mentre il poliziotto aggredito e quello che lo ha aiutato sono stati dimessi dall’ospedale, con 20 e 30 giorni di prognosi, proseguono le indagini per individuare tutti i responsabili non solo dell’agguato ma della guerriglia che ha messo la città a ferro e fuoco. Nell’immediatezza sono stati arrestati altri due manifestanti, italiani di 31 e 35 anni. In 24, dopo un passaggio in questura, sono stati denunciati per reati che vanno dalla resistenza al porto d’armi improprie, dal travisamento all’inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità.

Sotto sequestro sono finiti sassi nascosti negli zaini, chiavi inglesi, frombole e coltelli. La polemica politica ha investito in pieno anche il Comune di Torino. Il sindaco, Stefano Lo Russo (Pd), ha ricevuto da Giorgia Meloni «la piena solidarietà alla Città da parte del governo» ma è stato attaccato da Forza Italia, che lo ha esortato a cacciare dalla maggioranza Avs per la presunta contiguità con Askatasuna.

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