II Municipalità, il presidente Marino in crisi: la maggioranza perde pezzi

Pd, Napoli Libera, Napoli Solidale e PER passano all’opposizione

Si apre ufficialmente una nuova fase politica nella Seconda Municipalità di Napoli, dove nelle ultime ore alcune forze che sostenevano la maggioranza guidata dal presidente Roberto Marino (Avs) hanno annunciato il passaggio all’opposizione, certificando una crisi ormai strutturale all’interno dell’ente di prossimità.

Il primo strappo formale è arrivato dal Partito Democratico, che ha comunicato in Consiglio, per voce del capogruppo Pino Brandolini, l’impossibilità di proseguire l’esperienza di maggioranza. Una decisione definita «inevitabile» e maturata, secondo i dem, a fronte di una gestione che avrebbe progressivamente tradito il mandato elettorale e svuotato di contenuto il ruolo delle istituzioni municipali.

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Le ragioni del Partito Democratico

Nel documento politico diffuso dal gruppo consiliare, il Pd rivendica una scelta fondata su motivazioni «politiche e concrete», legate al mancato rispetto dei valori e degli obiettivi programmatici per i quali i consiglieri erano stati eletti. Al centro delle critiche vi sono l’assenza di azioni su temi considerati prioritari – dalla difesa dei beni comuni al decoro urbano, dall’igiene del territorio alla sicurezza – e l’incapacità di fornire risposte efficaci alle istanze di residenti e commercianti.

Tra le questioni rimaste irrisolte vengono citate la riapertura degli asili nido, la messa in sicurezza delle scuole, le condizioni della viabilità e la mancanza di un presidio serio sulla sicurezza. A ciò si aggiunge, secondo il Pd, un’assenza di visione politica, una giunta distante dal territorio e un presidente poco presente sui problemi reali della Municipalità. Restare in maggioranza, spiegano i dem, avrebbe significato avallare scelte – e soprattutto «non-scelte» – in contrasto con il mandato ricevuto dai cittadini.

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De Stasio e la richiesta di discontinuità

Sulla stessa linea si colloca Pino De Stasio, oggi capogruppo di Napoli Libera, che ha annunciato formalmente il proprio passaggio all’opposizione. De Stasio parla di una gestione accentratrice che ha progressivamente indebolito gli organi democratici e partecipativi della Municipalità, anche alla luce delle recenti scelte comunali che, a suo giudizio, riducono ulteriormente il ruolo degli enti di prossimità.

Per De Stasio la crisi non riguarda solo la dimensione municipale, ma investe più in generale il rapporto con l’amministrazione centrale della città. Da qui la richiesta di una discontinuità reale, non solo formale, e l’apertura di una nuova fase politica fondata su trasparenza, partecipazione e conflitto democratico. In questo quadro, il dossier Bagnoli viene indicato come uno spartiacque politico decisivo per il futuro della città.

Le critiche più dure: «Municipalità svuotata di senso»

Ancora più severo il giudizio espresso da Luigi Rispoli (dirigente nazionale di FdI) e Antonio Quaranta (Gioventù Nazionale, secondo alcuni papabile candidato presidente del centrodestra della II Municipalità alle prossime elezioni). Rispoli definisce la Seconda Municipalità un’istituzione ormai «svuotata di visione, autorevolezza e utilità per i cittadini». Secondo il dirigente nazionale di Fdi, il cosiddetto «campo largo» si sarebbe ridotto a una coalizione priva di reale progetto politico, tenuta insieme più dalla gestione delle cariche che da una volontà di governo.

La messa in minoranza del presidente, senza dimissioni né ritorno alle urne, viene letta come il simbolo di un degrado politico che si accompagna all’assenza di assunzione di responsabilità. Nel frattempo – sottolinea – ampie porzioni della città continuano a vivere nel degrado, tra carenza di servizi e inefficienze amministrative, mentre cresce lo scollamento tra istituzioni e cittadini.

«Il presidente della Municipalità – gli fa eco Quaranta – è di Cusano Mutri e non conosce adeguatamente il territorio. Comprendo e approvo l’uscita dalla maggioranza di alcune forze politiche che non si riconoscono più in un’amministrazione che ritengo la peggiore attualmente in carica. Dal suo insediamento non si è mosso nulla e i cittadini restano senza risposte».

«Il degrado di piazza Mercato e piazza del Carmine, il caos nei Quartieri Spagnoli e la mancata manutenzione stradale dalla zona Porto a Salvator Rosa dimostrano la totale assenza di vicinanza ai problemi reali. Il presidente Marino non si è mai fatto vedere né ha mai risposto ai cittadini, tanto da aver perso anche la fiducia del sindaco e del suo stesso partito. Anche la Giunta municipale, in particolare Salvatore Iodice e Lorenzo Iorio, si è dimostrata inadeguata: in cinque anni non ha prodotto alcun risultato per la II Municipalità» ha affermato ancora Quaranta.

Napoli Solidale e PER: metodo di governo sotto accusa

A lasciare la maggioranza anche Angela Parlato, consigliera del gruppo Napoli Solidale, che motiva la propria scelta con la necessità di coerenza verso i cittadini. Nel suo intervento denuncia un progressivo accentramento del potere decisionale, a scapito del Consiglio e delle Commissioni, e un metodo di governo che esclude il confronto democratico, riducendo i consiglieri di maggioranza a semplici esecutori.

Analoga la posizione di Enrico Platone (PER – Persone e Comunità), che parla apertamente di una visione sempre più egocentrica della presidenza, capace di indebolire gli spazi di partecipazione e il ruolo degli organi democratici. Il passaggio all’opposizione, spiega, non è una scelta personale ma politica, coerente con l’idea di una politica intesa come servizio ai cittadini.

Uno scenario politico in evoluzione

Con l’uscita dalla maggioranza di Pd, Napoli Libera, Napoli Solidale e PER, la Seconda Municipalità entra in una fase di forte instabilità. I consiglieri che hanno scelto l’opposizione rivendicano un atteggiamento responsabile, vigile e costruttivo, orientato esclusivamente all’interesse pubblico, ma la frattura politica appare profonda.

Resta ora da capire se e come l’attuale assetto riuscirà a reggere, e quali saranno le conseguenze sul funzionamento dell’ente municipale, chiamato a rispondere a bisogni quotidiani sempre più urgenti in una delle aree più complesse e popolose della città.

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