Il pavimento grigliato sotto i suoi piedi ha ceduto di colpo
C’è un rumore secco, improvviso, poi il silenzio. È così che si consuma la tragedia sul lavoro nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Claudio Salamida, 46 anni, originario di Alberobello e residente a Putignano, è morto dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’Acciaieria 2 mentre era impegnato nel controllo delle valvole al convertitore 3. Il pavimento grigliato sotto i suoi piedi ha ceduto di colpo. Un volo di sette-otto metri che non gli ha lasciato scampo. L’uomo stava lavorando da solo.
Un collega lo cercava, ma lui non rispondeva al telefono. Quindi, è andato a cercarlo e lo ha trovato privo di sensi al piano inferiore. I soccorsi sono stati immediati, ma inutili: i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Traumi gravissimi, soprattutto al volto. L’area è stata subito transennata. Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spesal e la Procura ha aperto un’inchiesta disponendo il sequestro della zona per accertare la dinamica e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha espresso «profondo cordoglio» e ha assicurato che «sono in corso tutte le verifiche necessarie per accertare la dinamica dei fatti».
Le reazioni
La risposta dei sindacati è stata immediata. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti i siti del gruppo, coinvolgendo anche appalti e indotto fino alle 7 di domani. «Non può essere una tragica fatalità», ripetono le sigle, chiedendo investimenti strutturali e un confronto urgente a Palazzo Chigi.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha espresso a nome del governo «profondo cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi di Claudio Salamida». Insieme coi ministri che fanno parte del Tavolo interministeriale sull’ex Ilva, riunitisi a margine del Consiglio dei ministri», ha poi «ribadito l’impegno del governo per rafforzare la sicurezza sul lavoro, in linea col recente decreto legge, affinché condizioni di piena tutela siano sempre prioritariamente garantite».
In reparto la notizia della morte di Claudio Salamida si è diffusa in pochi minuti. Volti tesi, sguardi bassi, telefoni che vibrano. Sui social compaiono le prime foto, i ricordi, le frasi spezzate. «Claudio era una brava persona», scrive chi lo conosceva. Lascia una moglie giovane e un bambino di tre anni.
Il precedente
Il tragico infortunio sul lavoro arriva in una fase di estrema incertezza per l’azienda, tra la trattativa in corso con il fondo statunitense Flacks Group, la produzione ridotta al minimo e il piano a ciclo corto sulla decarbonizzazione contestato dai sindacati. L’ultimo incidente mortale nello stabilimento risale al 10 luglio 2019, quando il gruista Cosimo Massaro perse la vita dopo il crollo della gru nell’area portuale durante una tromba d’aria.
Proprio oggi l’Inail ha diffuso i dati sulle denunce di infortunio mortale, che nei primi 11 mesi del 2025 sono state 1.002. Quelle di infortunio in generale sono salite a 476.898: 385.435 in occasione di lavoro (+0,4%) e 91.463 in itinere (+3%) nel tragitto casa-lavoro. Tra i colleghi di Claudio Salamida, intanto, lo sgomento è palpabile. Resta una fabbrica sotto accusa, una dinamica da chiarire e una famiglia spezzata. Un uomo uscito di casa per lavorare che non è più tornato




