Napoli, un bene confiscato tramutato in presidio di legalità

Inaugurato ufficialmente l’“Ostello della Cultura – Social Z Lab Home”, uno spazio di accoglienza e formazione

Da bene sottratto alla criminalità organizzata a luogo generativo di opportunità. È stato inaugurato ufficialmente questa mattina, l’“Ostello della Cultura – Social Z Lab Home”, progetto della Cooperativa Sociale Amira realizzato in un immobile del Comune di Napoli – Servizio Beni Confiscati, restituito alla collettività con il sostegno della Regione Campania.

La struttura, attiva e pienamente funzionante, con attività educative, laboratori e percorsi di accompagnamento per giovani del territorio. L’inaugurazione odierna ne sancisce formalmente il valore istituzionale e consolida il ruolo del centro come presidio stabile di legalità, inclusione e innovazione sociale.

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L’Ostello della Cultura nasce come spazio polifunzionale dedicato ai giovani e alla comunità: laboratori tematici, corsi di formazione, pomeriggi educativi con gli operatori, spazio studio e accoglienza per soggiorni brevi legati a programmi educativi e scambi giovanili europei. Già operative due volontarie europee (ESC) dell’associazione Aicem, parte integrante della vita quotidiana del centro.

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Una linea di intervento specifica è rivolta alle giovani donne, con sportello di ascolto, percorsi di counseling e laboratori di educazione sentimentale, nell’ottica di rafforzare consapevolezza, autonomia e prevenzione delle fragilità relazionali.

All’evento hanno preso parte Antonio De Iesu Assessore alla Legalità di Napoli, Enza Amato Presidente Consiglio comunale di Napoli, Pasquale Esposito Presidente commissione sicurezza Legalità di Napoli, Nunzia Ragosta Dirigente Comune di Napoli e Manuela Capozzi Presidente della Cooperativa Amira.

“Da simbolo di degrado a presidio di futuro. Un altro bene confiscato torna finalmente alla città. Non è solo una restituzione formale, ma una scelta politica chiara: trasformare ciò che era espressione di illegalità in uno spazio vivo, aperto ai giovani e al territorio.

Continuiamo a lavorare con determinazione per acquisire beni, reperire risorse e riqualificare strutture spesso ricevute in condizioni difficili.

Ogni bene restituito è un passo in più verso una comunità più giusta, più forte, più libera”, cosi Antonio De Iesu Assessore alla Legalità del comune di Napoli.

“Oggi restituiamo alla comunità un bene confiscato alla criminalità, nel quartiere di Napoli ovest.Grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la cooperativa Amira , questo spazio diventa un luogo dedicato ai giovani e alla legalità.

Un segnale concreto di impegno e di presenza delle Istituzioni sul territorio”, ha dichiarato Enza Amato Presidente Consiglio comunale di Napoli.

“La gestione dei beni confiscati rappresenta un segnale concreto di cambiamento. Grazie a un ufficio dedicato e a un lavoro serio e coordinato, abbiamo restituito questi spazi alla comunità, trasformandoli in luoghi di valore sociale, culturale e condiviso”, ha sottolineato Pasquale Esposito, Presidente Commissione Sicurezza e Legalità di Napoli.

“Oggi è un giorno speciale: prende vita un progetto dedicato ai giovani e ai minori a rischio, con uno sguardo aperto all’intercultura, all’accoglienza e all’inclusione.

La rinascita di questo bene confiscato segna un passaggio importante: da simbolo di illegalità e potere criminale diventa presidio di legalità, cultura e rivitalizzazione del territorio”, cosi Nunzia Ragosta Dirigente Comune di Napoli.

“L’Ostello della Cultura è un luogo vissuto dai giovani, animato quotidianamente da attività concrete”, ha dichiarato la Presidente della Cooperativa Amira, Manuela Capozzi.

“Non si tratta soltanto di aprire uno spazio – aggiunge la Capozzi – ma di affermare un modello: trasformare ciò che era espressione di illegalità in un presidio permanente di crescita, partecipazione e responsabilità condivisa. Qui i giovani trovano opportunità reali, strumenti formativi e una comunità educante che li accompagna nel costruire il proprio futuro”.

L’“Ostello della Cultura – Social Z Lab Home” si configura come intervento strutturale di rigenerazione urbana e coesione sociale, esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e terzo settore. Un luogo che da simbolo di sottrazione diventa segno tangibile di restituzione, investimento e visione per la città.

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