La verifica riguarda il modo in cui il Comune ha funzionato
Nel mirino atti, affidamenti e decisioni degli ultimi due anni. Non è un’ispezione di routine e non assomiglia a quelle che passano senza lasciare traccia. A Torre Annunziata si è aperta una fase diversa: più silenziosa, più lenta, ma anche più profonda. Gli uomini inviati dal Ministero dell’Interno hanno iniziato a scavare nei cassetti dell’ente comunale, chiedendo carte, fascicoli, determine, contratti. Non pochi. E non casuali.
L’arco temporale sotto esame è ampio e irregolare, perché segue il passo incerto della politica e dell’amministrazione: l’ultimo anno e mezzo di gestione ordinaria, preceduto e seguito da una fase commissariale che, anziché chiudere i conti, ne ha aperti altri.
Dal gennaio 2024 in avanti, ogni passaggio amministrativo rilevante può diventare oggetto di verifica. Le richieste della commissione d’accesso non si limitano agli appalti più visibili. Dentro ci finiscono affidamenti diretti, proroghe, concessioni, incarichi professionali, variazioni contrattuali. Anche ciò che, formalmente, appare secondario. Perché spesso è proprio lì, nelle pieghe meno illuminate, che si misura la tenuta di una macchina pubblica. I funzionari del Viminale lavorano insieme alla Prefettura.
Il metodo è noto, ma non per questo scontato: leggere tutto, confrontare, incrociare. Capire se le procedure hanno seguito un filo coerente o se, al contrario, mostrano strappi, accelerazioni anomale, passaggi opachi. Non si cercano colpe a vista, ma segnali. Tracce che, messe una accanto all’altra, raccontano più di quanto faccia un singolo atto.
L’analisi del contesto
Sul tavolo finiscono i lavori pubblici, i servizi esternalizzati, le forniture. Ma anche i provvedimenti di spesa, le motivazioni, le scelte dirigenziali. Ogni documento è un frammento di contesto. Nessuno, preso da solo, basta. È l’insieme che conta.
L’accesso agli atti rappresenta solo l’inizio. La fase più delicata è quella che viene dopo, quando la lettura diventa interpretazione e la cronologia si trasforma in mappa. A quel punto si decide se fermarsi o andare oltre. Se archiviare o approfondire. Se ciò che emerge rientra nella fisiologia amministrativa o se, invece, segnala un problema strutturale. In città, intanto, il lavoro procede lontano dai riflettori. Non ci sono dichiarazioni ufficiali, né tempi certi. Solo una consapevolezza diffusa: questa verifica non riguarda un singolo episodio, ma il modo in cui, negli ultimi anni, il Comune ha funzionato. O smesso di funzionare




