La Cassazione respinge il ricorso: Gianni Alemanno resta in carcere

Il legale: «Delusi, la Cedu ha dichiarato ammissibile l’istanza»

I giudici della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato dalla difesa di Gianni Alemanno, che si trova in carcere dal 31 dicembre del 2024 per scontare una condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze dopo la revoca dei servizi sociali. I legali dell’ex sindaco di Roma chiedevano ai supremi giudici la revoca parziale della condanna in relazione all’accusa di abuso d’ufficio, dopo l’abrogazione del reato.

L’avvocato Cesare Placanica in particolare aveva presentato un’istanza contro la sentenza del gennaio scorso dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la quale era stata respinta l’istanza di revoca della sentenza di condanna, emessa dalla Corte di Appello di Roma, per intervenuta ‘abolitio criminis’, limitatamente al primo capo di imputazione contestato ad Alemanno. Il pg aveva chiesto il rigetto.

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La difesa, rappresentata dall’avvocato Cesare Placanica si è dichiarata «estremamente delusa in considerazione della scelta di non voler affrontare il merito della questione posta relativa al fatto che la condotta originariamente sanzionata dalla Cassazione, l’aver sollecitato l’immediato pagamento, senza attendere il maturare del proprio turno, ad Ama ed Eur Spa di somme pacificamente dovute, non fosse più penalmente rilevante».

«Lo sconcerto rispetto all’atteggiamento della giurisdizione italiana aumenta dato che in singolare coincidenza proprio oggi (ieri, ndr.) la Cedu ha comunicato alla difesa il superamento del vaglio di ammissibilità del ricorso che avevamo proposto, avverso il primo rigetto del nostro ricorso», conclude.

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