Il 15enne in azione con coltello e chiave inglese
Si terrà domani mattina l’udienza di convalida dei provvedimenti di fermo notificati dai carabinieri di Napoli, quattro in tutto, emessi dalla Procura dei Minorenni partenopea (sostituto procuratore Claudia De Luca) nei confronti del 15enne e dei suoi tre amici tutti minorenni accusati del tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e in concorso del 18enne Bruno Petrone. La vittima è stata colpita con due fendenti dal 15enne (che ha ammesso il grave gesto) nella cosiddetta zona dei «baretti» di Chiaia. Solo al 15enne il pm e i carabinieri contestano il porto dell’arma, il coltello, che è stato recuperato dagli investigatori.
I carabinieri della compagnia napoli centro hanno acquisito le immagini di cinque sistemi di videosorveglianza. In azione, secondo le risultanze investigative, sono entrati quattro minorenni in sella a due scooter che intendevano vendicarsi di una lite per futili motivi, forse uno sguardo di troppo, intercorsa tra il 18enne e il 15enne, per una settimana prima. Barone ha cercato di scappare quanto ha visto il 15enne dirigersi verso di lui armato di un coltello e anche di una chiave inglese.
Nella colluttazione il 18enne è stato colpito dagli amici del 15enne con pugni alla nuca e alla testa prima di essere ferito con le coltellate. In aiuto della vittima è anche accorso un amico che però è stato bloccato e preso a pugni per impedirgli di intervenire in sua difesa. Poco dopo il 15enne ha sferrato i due fendenti all’addome al lato sinistro del torace del 18enne, mentre tre amici dell’accoltellatore stavano colpendo con pugni e schiaffi la vittima.
La Procura dei Minorenni di Napoli contesta ai quattro ragazzi – il 15enne e tre 17enni – il reato di tentato omicidio aggravato (dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili) in concorso e, solo al 15enne, il possesso dell’arma da taglio e della chiave inglese (che non è stata rinvenuta).



