La voce fuori dal coro che si è affermata nel mainstream
Edoardo D’Erme, noto come Calcutta, è uno dei nomi più singolari e influenti della scena musicale italiana contemporanea. Nato a Latina nel 1989, ha iniziato il suo percorso con produzioni indipendenti come «Forse…» e «The Sabaudian Tape», per poi approdare alla Bomba Dischi, etichetta con cui ha pubblicato «Mainstream» ed «Evergreen». Quest’ultimo lo ha consacrato al grande pubblico, debuttando al primo posto nella classifica FIMI.
La sua scrittura, malinconica e diretta, ha attirato artisti di ogni genere: ha scritto e collaborato con Elisa, Francesca Michielin, Emma Marrone, Loredana Bertè, fino a incursioni nel rap con Fabri Fibra, J-Ax e Fedez. Calcutta non è solo un cantautore: è un collante generazionale che attraversa stili, sensibilità e la speranza che la musica possa tornare a fiorire in un’epoca musicalmente un po’ povera.
Dalla provincia ai dischi d’oro e di platino
Nel cuore della provincia laziale, Edoardo D’Erme avvia il progetto «Calcutta» nel 2009, inizialmente come duo, poi trasformato in percorso solista. Il nome, scelto senza un vero motivo, diventa presto simbolo di un cantautorato spontaneo e generazionale. Dopo gli esordi, si fa strada nei piccoli club italiani, sperimentando anche con Davide Panizza dei «Pop X» nel progetto «Friuilli». È in questo contesto che nasce «Oroscopo», brano scritto per la nascita del figlio di Panizza e destinato a diventare il suo primo successo virale.
Nel 2015 Calcutta pubblica «Mainstream», album che segna il suo ingresso definitivo nella scena nazionale. Prodotto con Marta Venturini e Niccolò Contessa de «I Cani», il disco contiene brani come «Cosa mi manchi a fare», «Gaetano», «Frosinone» e «Oroscopo», che lo trasformano in un fenomeno virale. Il successo porta a un tour sold-out e a una pioggia di certificazioni: «Oroscopo» diventa triplo platino, mentre gli altri singoli conquistano dischi d’oro e di platino. Parallelamente, Calcutta si afferma come autore per altri artisti: scrive per J-Ax e Fedez, collabora con Nina Zilli e firma quattro brani nell’album «2640» di Francesca Michielin.
Dal «guerrilla marketing» al terzo album
Tra il 2017 e il 2019, Calcutta si reinventa e conquista nuovi spazi. Lancia «Orgasmo» con una campagna urbana in stile «guerrilla», firmata dal regista Francesco Lettieri, e cura una playlist per il Capodanno di Bologna, che scatena dibattiti sul compenso ricevuto. Seguono «Pesto», «Paracetamolo» e «Kiwi», singoli che anticipano «Evergreen», il suo terzo album, pubblicato nel maggio 2018.
Nel frattempo, si moltiplicano le collaborazioni: compositore per Elisa nel brano «Se piovesse il tuo nome», lavora con Luca Carboni, Tiromancino, Nina Zilli e firma brani per Francesca Michielin. Con «La musica italiana» (feat. Giorgio Poi) e «La Luna e la gatta» (con Takagi & Ketra, Jovanotti e Tommaso Paradiso), Calcutta dimostra di saper stare al centro del pop senza perdere la sua identità.
Nel 2019 pubblica «Due punti» e «Sorriso» (Milano Dateo), che accompagnano la riedizione di Evergreen intitolata «Evergreen… e altre canzoni», arricchita da live e demo. Negli anni successivi continua a collaborare con nomi come Tropico, Pop X e Marracash, confermando la sua versatilità e il suo ruolo di autore trasversale nella musica italiana.
Dal tour sold out al quarto album «Relax»
Nel maggio 2023 Calcutta riaccende i riflettori annunciando il «Relax Tour», preludio al suo nuovo album di inediti. Le dieci date nei palasport vanno sold out in tempi record, spingendolo ad aggiungere una data zero a Mantova per soddisfare la richiesta del pubblico.
L’11 ottobre svela la copertina del disco «Relax», fissando l’uscita al 20 dello stesso mese. Il singolo apripista, «2minuti», viene lanciato in contemporanea e scala rapidamente la classifica FIMI, piazzandosi al terzo posto. Un ritorno potente, che conferma la capacità di Calcutta di catalizzare attenzione ed emozioni con pochi, intensi minuti di musica.
Il brano scelto: «Tutti»
Nel brano «Tutti», Calcutta racconta con immagini evocative un senso diffuso di stanchezza, smarrimento e disillusione. Tra scarpe nuove nel fango, eclissi sui tetti e Coca Light, emerge il bisogno di evasione e libertà dalle pressioni sociali e dalle aspettative. Il testo riflette una vulnerabilità profonda e una consapevolezza condivisa: ci si sente falliti, ma non più interessati al giudizio altrui. Un racconto crudo e poetico del disagio contemporaneo.




