Fitch promuove l’Italia e alza il rating a BBB+: fiducia su scelte fiscali

Meloni: conferma che il percorso del governo è giusto

Fitch promuove l’Italia, consegnandole il suo primo upgrade dell’agenzia dal 2021. Parlando di «maggiore fiducia» nella traiettoria di bilancio, l’agenzia ha alzato il suo giudizio di un gradino a ‘BBB+’ da ‘BBB’, un livello mai raggiunto dal 2016. L’outlook è stabile.

«L’Italia ottiene una promozione da Fitch: la conferma che il percorso del nostro governo è quello giusto. Conti in ordine, responsabilità nelle scelte di bilancio, l’economia che si rafforza grazie all’aumento dell’occupazione: questi non sono slogan, ma risultati concreti», afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione.

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«È un chiaro segnale di fiducia dai mercati internazionali: stabilità politica, politiche economiche credibili e sostegno a chi crea lavoro e ricchezza stanno dando i loro frutti», aggiunge Meloni: «Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono — crescita, debito, sostenibilità — ma oggi possiamo guardare avanti con orgoglio: il nostro impegno viene riconosciuto, e questo ci dà ulteriore forza per fare sempre di più, per l’Italia e le sue famiglie».

«Abbiamo riportato l’Italia sulla strada giusta», ha detto, invece, il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. «Sono orgoglioso del lavoro della Lega e del suo ministro dell’economia per il bene degli italiani», gli ha fatto eco il vicepremier Matteo Salvini.

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Le valutazioni di Fitch

La revisione al rialzo del rating riflette una «maggiore fiducia nella traiettoria di bilancio» dell’Italia «sostenuta da una crescente prudenza fiscale e da un forte impegno a raggiungere gli obiettivi previsti a breve e medio termine del nuovo quadro di bilancio dell’Ue», ha spiegato Fitch, mettendo in evidenza come «un contesto politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell’Italia».

Pur notando un debito più elevato e una crescita più lenta rispetto ai paesi inclusi nella categoria BBB, l’agenzia prevede «una riduzione dei rischi in termini di finanziamento e sostenibilità». Il pil è atteso crescere quest’anno dello 0,6%, per poi accelerare in media al +0,8% nel periodo 2026-2027 con la domanda interna a fare la parte del leone. Fitch prevde che il deficit cali al 3,1% nel 2025 «a dimostrazione della solida performance del gettito fiscale. È probabile che il governo continui ad attuare modeste misure di sgravio fiscale, ma è improbabile che comprometta gli obiettivi fiscali».

L’agenzia quindi nota che la spesa per la difesa è sulla «buona strada per raggiungere il 2% del pil nel 2025. Prevediamo solo una spesa aggiuntiva limitata per la difesa nel 2026-2027». Il debito invece è atteso salire al 137,6% nel 2026, riflettendo aggiustamenti legati al superbonus.

Le altre valutazioni

Incassata la promozione di Fitch, l’Italia attende ora i prossimi appuntamenti. S&P si esprimerà il 10 ottobre: quello di S&P, che ad aprile ha alzato il giudizio sull’Italia da BBB a BBB+ con outlook stabile, è il rating più alto assegnato al nostro paese. Il più basso è quello di Moody’s, che a maggio confermò il rating a Baa3 (un gradino sopra ‘junk’, il livello spazzatura), alzando però l’outlook da stabile e positivo.

La revisione di Moody’s arriverà per ultima, il 21 novembre. Ad ottobre si esprimeranno anche Dbrs (ad aprile confermò BBB high con trend positivo), il 17, e Scope (BBB+ con outlook stabile) il 31. Un calendario che si intreccia con il cronoprogramma di avvicinamento alla manovra, attesa tra un mese (il 20 ottobre) in Parlamento.

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