Regionali, nel centrosinistra è ancora bufera per il caso Puglia: scontro tra Decaro e Vendola

Passo indietro del governatore uscente Michele Emiliano

In Puglia è ancora bufera. La segretaria del Pd Elly Schlein ha annunciato il passo indietro del governatore uscente Michele Emiliano, che non correrà per il consiglio regionale, e ha dato una spinta ad Antonio Decaro per la sua candidatura alla guida della Regione. Resta però il nodo Nichi Vendola. Anche lui, già presidente della Puglia, aspira a un ruolo in consiglio regionale. E anche su di lui, come su Emiliano, Decaro ha posto il veto. Ma Vendola, che è di Avs, è fermo sulla sua posizione.

Impasse. «A Michele Emiliano va la mia stima e la mia gratitudine per avere generosamente fatto un passo di lato – ha detto Decaro – Mi auguro che lo stesso gesto di generosità possa arrivare anche da Nichi Vendola e da Avs». Vendola ha risposto picche: «Non c’entra niente la generosità, c’entra l’autonomia dei partiti. Se la mia comunità politica mi ha chiesto di impegnarmi nelle forme in cui me lo ha chiesto o me lo chiederà, io sono a disposizione».

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Il Pd attende. Ha «risolto» il caso Emiliano, ma non vuole far pressioni su Avs e su Vendola: il primo obiettivo è la difesa dell’unità della coalizione – è il ragionamento – ora spetta a Decaro trovare la quadra. Uno scenario che ha fatto capolino anche dalle parole della segretaria Pd: «Ringrazio Michele Emiliano per essersi messo con generosità a disposizione del partito e per aver deciso di non candidarsi alle prossime regionali» ha spiegato, prima di mettere in fila l’importanza della tenuta delle «coalizione progressista» e l’investimento su Decaro, che è la «candidatura più competitiva che possiamo mettere a disposizione».

Elly Schlein in Puglia

Il calendario lascia supporre che l’annuncio arrivi venerdì. Quel giorno la segretaria del Pd Elly Schlein sarà in Puglia insieme a Decaro, alla festa regionale dell’unità, a Bisceglie. Poche ore prima, sullo stesso palco sono attesi i capigruppo in Senato della coalizione: Boccia per il Pd, Peppe De Cristofaro per Avs, Raffella Paita Pr Iv e Stefano Patuanelli per il M5s. Come a sottolineare un’unità dello schieramento che stona con la rottura su Vendola.

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Due giorni dopo, alla festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, Decaro sarà sul palco con il candidato governatore in Campania Roberto Fico (M5s) e con la presidente della Sardegna Alessandra Todde (M5s). Insomma, appuntamenti perfetti per l’incoronazione.

La Campania

In Campania, nel centrosinistra i giochi sono fatti con la candidatura di Fico. Ma il presidente uscente, Vincenzo De Luca, continua a contestare la scelta. «Nessuno di noi pone veti personali – ha spiegato – ma è ragionevole domandarsi se la scelta migliore sia quella di impegnare nel governo della regione più difficile d’Italia un esponente politico che non ha mai amministrato nulla . Resta comunque il sostegno all’alleanza col M5s. «Io non ostacolerò in nulla la realizzazione di una coalizione progressista», ha spiegato il governatore campano.
Il via libera alla candidatura di Fico è legato alla corsa del deputato Piero De Luca, figlio di Vincenzo, alla guida del Pd campano. Su Fico, De Luca jr è più conciliante: «Siamo pronti a confrontarci con tutte le forze della coalizione progressista – ha spiegato – e con Roberto Fico per costruire un programma condiviso».

La giravolta di Decaro

Ma è la questione pugliese a dividere il Pd. Nel partito c’è chi racconta di un cambio di posizione di Decaro, spiegando che in un primo tempo era favorevole alle candidature di Emiliano e Vendola. Poi il cambio di posizione. Che qualcuno ritiene possa essere legato al futuro del Nazareno, a una riflessione che Decaro potrebbe fare sulla possibilità di sfidare Schlein per la segreteria del partito, quando ci sarà il congresso. Per ora sono scenari, congetture, che danno però la misura del clima. Resta da capire cosa farà Emiliano. L’attuale governatore della Puglia è un magistrato in aspettativa, ma difficilmente il suo futuro sarà in toga. Per lui si parla di una candidatura alle politiche del 2027.

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