West Nile, terzo morto in Campania: aveva 68 anni. È il settimo in Italia

È deceduto in provincia di Caserta

Un sessantottenne di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, è il terzo morto per il virus West Nile in Campania, il settimo in Italia da inizio anno: l’uomo, secondo quanto si è appreso, è deceduto ieri sera al presidio ospedaliero di Aversa (Caserta).

Un’altra persona, invece, di 74 anni è deceduta venerdì scorso – secondo quanto riferiscono il Mattino e il Messaggero – all’Ospedale del Mare di Napoli ma la notizia si è appresa solo nelle ultime ore. L’uomo, nato a Pomigliano d’Arco, era stato trasferito d’urgenza in ospedale il 20 luglio scorso per un’emorragia digestiva. Due giorni dopo sono comparsi la febbre e uno stato confusionale, un quadro clinico aggravato da un’insufficienza renale. Il paziente è deceduto alle 4,20 di venerdì scorso.

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Ieri era morto un uomo di 80 anni originario di Maddaloni: era ricoverato all’ospedale di Caserta. Anche l’80enne era affetto da gravi patologie pregresse. Nello stesso ospedale è ricoverato per West Nile anche un altro anziano, sempre di Maddaloni.

Secondo dati forniti dalla Regione (settore Prevenzione collettiva e Sanità animale), in Campania ad oggi vi sono 23 casi di West Nile tra sospetti e confermati. Quattordici domiciliati in provincia di Caserta, di cui due probabilmente esposti al contagio nel Lazio; 8 domiciliati in provincia di Napoli, di cui uno esposto probabilmente al contagio in provincia di Caserta; uno domiciliato in Basilicata, ma esposto probabilmente al contagio in provincia di Napoli. Di questi 23 pazienti, tre sono morti: un paziente a Napoli e due in provincia di Caserta. La Regione Campania le Aziende sanitarie e ospedaliere regionali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, «seguono attentamente l’evoluzione, attuando tutte le necessarie misure».

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Stop a donazioni di sangue in 31 province

Il Centro Nazionale Sangue, nell’ambito delle misure preventive contro il virus West Nile, ha stabilito restrizioni nella donazione del sangue in 31 province. Si prevede un test per rilevare il virus a tutti i donatori che «hanno soggiornato anche una sola notte nei luoghi indicati», o in alternativa la sospensione della donazione di sangue ed emocomponenti per 28 giorni.

Le province interessate dalla misura sono Bologna, Caserta, Cremona, Ferrara, Forlì -Cesena, Frosinone, l’Aquila, Latina, Lecce, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Novara, Oristano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Torino, Treviso, Udine, Varese, Venezia, Verona. Analoghe misure per chi è stato in Grecia (unità periferiche dell’Attica Occidentale e del Pireo) e Romania (distretto di Slaj), mentre per Stati Uniti e Canada è prevista la sospensione tutto l’anno. Stop anche alla donazione di cellule staminali emopoietiche (o test in alternativa) per Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Veneto.

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