Decentramento Municipalità: è il momento di riformare, non di mantenere l’inefficiente

Oltre 7,5 milioni l’anno per enti senza reali poteri

C’è una parola che negli ultimi vent’anni a Napoli è stata usata con insistenza, spesso senza verificarne gli effetti: decentramento. Le Municipalità, nate per avvicinare le istituzioni ai territori, si sono trasformate in un modello inefficace, scollegato dai bisogni reali dei cittadini e sostenuto da un costo che oggi non è più giustificabile.

I numeri sono noti, ma vanno ribaditi: ogni anno oltre 7 milioni e mezzo di euro vengono destinati al funzionamento delle dieci Municipalità cittadine. Parliamo di organismi senza autonomia finanziaria, senza funzioni vere, spesso incapaci di incidere anche sulle questioni minime, come la manutenzione del verde, la gestione delle strade o il decoro urbano.

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Un Comune in difficoltà e la spesa ingiustificata

In un Comune che fatica a mantenere l’equilibrio di bilancio e in cui le scuole cadono a pezzi, dove i servizi sociali sono spesso insufficienti e i trasporti discontinui, continuare a finanziare strutture senza efficacia amministrativa è una forma di ingiustizia nei confronti dei cittadini. La riforma è possibile, e non ha nulla a che vedere con il centralismo o con l’antipolitica. Si tratta di una scelta di efficienza e responsabilità. Occorre superare il modello delle Municipalità attuali e sostituirle con sei Distretti amministrativi di ampiezza metropolitana, ciascuno con un assetto snello, poteri reali, autonomia gestionale e risorse certe.

I Distretti: una proposta concreta

Un distretto può essere utile se ha strumenti per decidere, personale formato, una linea diretta con il livello comunale e una responsabilità chiara verso i cittadini. L’opposto di ciò che abbiamo oggi: decine di consiglieri municipali senza bilancio, assessori nominati che non amministrano, presidenti che spesso si limitano alla rappresentanza simbolica.

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Troppo spesso si è confusa la parola «decentramento» con la moltiplicazione delle cariche. Ma il vero decentramento non è fatto di organi vuoti. È fatto di potere di intervento, capacità di risposta e presenza reale sul territorio. E se queste condizioni non ci sono, bisogna avere il coraggio di rivedere l’intero impianto. Questa città ha bisogno di scelte chiare. Non possiamo più accettare l’idea che le istituzioni servano solo a giustificare sé stesse. Serve una visione nuova, sobria, capace di ridare senso alla rappresentanza e concretezza all’azione amministrativa.

Meno burocrazia, più servizi

La direzione è una sola: meno burocrazia e più servizi. Ogni euro pubblico deve tornare utile alla vita delle persone: alle famiglie, ai giovani, ai commercianti, ai quartieri lasciati soli. Un sistema amministrativo che spende milioni per organismi che non risolvono problemi è un sistema che va riformato, con coraggio e pragmatismo. Il tempo dei rinvii è finito. Napoli merita istituzioni che funzionano. E il decentramento, per essere davvero utile, deve cambiare radicalmente. In caso contrario, è solo un’altra voce di spesa senza ritorno.

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