Napoli, con Manfredi esplodono le consulenze esterne: da 500mila euro a 3milioni

Spesso la scelta è caduta su professionisti del mondo universitario

Possibile che il Comune di Napoli non abbia al suo interno esperti di settori come cultura, gestione del Pnrr, urbanistica e comunicazione? Sono tre i milioni di euro spesi dalla squadra di Gaetano Manfredi per consulenze e incarichi esterni, assegnati dalla giunta. Nell’ultimo triennio di Luigi De Magistris la somma, come riportato anche da Napoli Today, era di soli 500mila euro. Possibile che con la nuova amministrazione non ci siano dipendenti della p.a.

disponibili, competenti e capaci?

«Si utilizza il denaro pubblico per consolidare una rete di potere», ha dichiarato l’ex primo cittadino Luigi De Magistris in un’intervista a Fabrizio Geremicca pubblicata su Stylo24. Sostenendo che gli incarichi siano stati affidati «a una cerchia di persone molto vicine alla provenienza del sindaco Manfredi».

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In tre anni, dall’insediamento della giunta Manfredi, il Comune di Napoli, come si apprende leggendo Napoli Today, ha affidato 58 consulenze a esperti esterni, di cui 35 risultano attualmente attive, per una spesa di 2 milioni e 205mila euro. A questi si aggiungono i 96 incarichi conferiti a dipendenti di altri Enti, con un esborso economico di oltre 650mila euro. Quindi, 152 prestazioni lavorative e quasi 3 milioni di euro usciti dalle casse del Comune. Molte di queste consulenze sono state affidate a professori universitari.

L’attuale sindaco Gaetano Manfredi, prima di essere eletto a Palazzo San Giacomo e come presidente Anci, è stato rettore della Federico II e presidente della Conferenza dei rettori. Per l’ex sindaco, De Magistris, «è una questione seria, perché il metodo della consulenza a pioggia demotiva il personale interno, alimenta una cerchia di potere e provoca sprechi per milioni di euro».

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Chi sono gli incaricati?

De Magistris, nell’intervista, ha affermato Palazzo San Giacomo è diventato Palazzo Federico III, in riferimento alle questione delle consulenze. Effettivamente gli incarichi più onerosi sono stati affidati a professori universitari, molto vicini all’attuale sindaco di Napoli.

Giovanni Betta, docente dell’Università di Cassino, ingegnere napoletano e delegato della Conferenza dei reattori, all’inizio del mandato della giunta Manfredi compariva sia nell’elenco delle 11 consulenze affidate ad enti che in quello delle consulenze affidate ai liberi professionisti. Nel primo per un incarico di 25mila euro inserito tra le voci «Altre tipologie». Nel secondo il suo era l’unico nome, per un incarico di 32mila euro lordi per una «Consulenza specialistica in ambito di lavori pubblici e collaudi».

La consulenza più costosa è stata quella di Rosa Giannoccaro, architetta, ingaggiata da maggio 2023 a maggio 2025 con una retribuzione di 183mila euro lordi per «Progettazione e rendicontazione fondi Ue/Pnrr».

Poi Domenico Asprone, docente di Tecnica delle Costruzioni alla Federico II, e Carlo Gasperini, docente del dipartimento di Architettura della Federico II. Hanno percepito 170mila euro ciascuno. Il primo per assistenza tecnica fondi Ue/Pnrr, il secondo per una consulenza specialistica in ambito di lavori pubblici.

Ancora, Giuseppe Sabatino, proveniente sempre dallo stesso ateneo, natìo di Nola proprio come Manfredi, già componente della sua segreteria, ingaggiato con un doppio contratto per un totale di 145mila euro. Nel 2022 Sabatino ha percepito 40mila euro per una consulenza specialistica in ambito contabile, mentre nel 2023 ha ricevuto 105mila euro per assistenza tecnica fondi Ue/Pnrr.

Ancora docente della Federico II, dipartimento di Architettura, Ferruccio Izzo, ha percepito 106mila euro per assistenza tecnica fondi Ue/Pnrr. Altri incarichi remunerativi sono stati assegnati ad altre persone del mondo della Federico II o di altri atenei, vicine al sindaco, o dipendenti comunali.

Il reclutamento delle professionalità

«Vorrei capire – ha affermato ancora De Magistris nell’intervista – perché si danno 180.000 euro a professionisti esterni per dirigere il piano regolatore, come se non sapessero farlo i dirigenti comunali. La politica culturale, poi, si aggiudica a persone esterne al Comune che tra l’altro sono politicamente irresponsabili verso la città». In conclusione, Luigi De Magistris ha aggiunto che «se il sindaco, ex rettore e docente universitario a ingegneria, non si fida dei dirigenti e dei funzionari del Comune, almeno recluti le professionalità tramite bandi»

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