La democrazia a responsabilità limitata del comunismo ritornante

De Luca vuole il terzo mandato, la legge non lo prevede? E chi se ne frega, lui si ricandida e basta. «Altrimenti la Campania precipita». Parola di sceriffo!

Ormai è lapalissiano. I signori della sinistra pensano di poter continuare in eterno a (s)governare l’Europa e i 27 Paesi che la compongono, al di là e indipendentemente del risultato che scaturisce dalle urne. In pratica: vincano o perdano. Si fanno forti dell’appoggio dei giornal(i)oni mainstream e di quanti beneficiano dei loro favori e non intendono, in alcun modo, passare la mano. Anche perché significherebbe rinunciare ai privilegi che il potere gli assicura.

Poco importa, se, come s’è verificato in Germania, dove Alternative Fur Deutschland, oltre vincere le elezioni nei Land Turingia e Sassonia, è diventata il primo partito sassone e il secondo a livello di Repubblica Federale, dopo la Cdu. Ma il Parlamento federale ha chiesto alla Corte Costituzionale tedesca di metterla al bando. Si sai mai…!

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O in Austria, con la schiacciante vittoria del Partito della Libertà (Fpo) e il disastro di verdi, centrodestra e Popolari e il Capo dello Stato Van der Bellen che ha rassicurato tutti che affiderà la premiership «a chi garantirà la tutela della democrazia». Una democrazia, insomma, a responsabilità limitata da tutelare con un atto d’imperio e stravolgendo voto e volontà popolare. Alla finestra sono rimasti anche i liberalsovranisti in Olanda, e peggio ancora il Rassemblement National della Le Pen in Francia il cui travolgente successo al primo turno è stato vanificato al secondo da Macron che ha consegnato il Paese all’alleanza di sinistra.

E il nuovo governo Barnier si è presentato annunciando: patrimoniale, tasse, tagli alle spese e alle pensioni, per abbattere il debito pubblico ormai prossimo a 3.300miliardi e provare a risalire la china del disastro economico di Macron. Ma non era «il Mozart della Finanza»?

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Le polemiche

Le uniche due forze politiche di destra che hanno visto riconosciuto il risultato ottenuto alle urne, nei rispettivi Paesi, arrivando al Governo sono: Fidesz di Orban (arrivato al quarto mandato) in Ungheria e FdI e Meloni da noi… Ma neanche per loro sono tutte rose e fiori. Soprattutto, per la seconda. Come dimostrano le polemiche – sulle quali, per fortuna, la Von der Leyen ha fatto orecchie da mercanti – per impedire la nomina di Fitto a Commissario Ue.

Ostacoli posti da quella sinistra che continua a collezionare orrori e sconfitte, e a mettersi di traverso sulla strada del centrodestra (che continua a collezionare risultati importanti: investitori esteri – Microsoft pronta ad investire 4,3 miliardi in Italia – che crescono, spread Btp-Bund sempre in calo, disoccupazione al minimo dal 2007, avanzo primario tornato in attivo dopo 5 anni e crescita del risparmio delle famiglie 10,2%) cercando di sgambettarla e strapparle il governo.

Il ruolo di Mattarella

Intanto, Mattarella Capo dello Stato e Presidente del Csm, continua a tacere su problemi di Magistratura e giudici «schierati», ma all’80° anniversario della strage di Marzabotto ha avvisato che «fascismo e nazismo possono ripetersi» e che «non possiamo essere né ciechi, né addormentati, né immemori». «Dinanzi ai nuovi fascismi di oggi».

Ovviamente, mi auguro, che parlasse anche dei signori del progressismo «à la carte» che provano a delegittimare la destra e quanti non la pensino come loro ponendo veti alla loro presenza al governo. Anche se legittimata dal voto dei cittadini. Indubbiamente, in un Paese normale e passabilmente serio, ricordarsi delle tragedie passate è cosa buona e giusta.

Può evitare che si ripetano in futuro. Ma è pericolosissimo farlo in Nazioni che le utilizzano per boicottare gli avversari, seminando odio a piene mani e dove come in Italia stanno proliferando, le liste di proscrizione che segnalano i giornalisti, politici e personalità anti-Hamas; violenti, antisemiti, pro Hams, pro-Pal, anarchici e antagonisti, gli chef Rubio che istigano contro gli ebrei, la Destra e la senatrice Segre e i prof. Raimo «Israele stato terrorista».

E tutto ciò, mentre Pd e Avs tacciono. Del resto sono figli ed eredi di quei «compagni che sbagliano» ovvero le «Brigate rosse» anni ‘60-70, ma soprattutto di quel regime comunista sovietico che ha lungamente imperversato e foraggiato i partiti alleati, fra cui il Pci, in Europa; delle grandi purghe e dei lager, dei cui crimini sembra essersi persa ogni traccia. Sarebbe giusto, quindi, – per evitare che si ripetano in futuro – che ogni tanto ci si ricordasse anche di questi.

«Rosso» all’orizzonte

Tanto più che mentre il fantasma «nero» è morto e sepolto e nessuno lo rimpiange, quello «rosso» già si va ripalesando all’orizzonte. Vedi: «Nuovo partito comunista» autore delle liste di proscrizione di cui sopra e il Carc «Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo», dei quali praticamente si sa niente tranne il nome e – come successo a Roma sabato pomeriggio per celebrare la strage di Hamas contro gli israeliani del 7 ottobre dell’anno scorso – la loro partecipazione alle manifestazioni dei seminatori d’odio citati prima e il Pd. Ecco il comunismo occulto dietro l’antifascismo «a geometria variabile» di Schlein e c.

E a confermare la democraticità degli ex compagni democratici ex Pci l’altro ieri al centro orafo di Marcianise, lo sceriffo De Luca, ha sparato definitivamente la sua bomba. Nonostante la legge elettorale regionale non preveda il terzo mandato ha scoperto le carte. «Mi ricandido e basta, chi ci sta ci sta. Chi non ci sta, non ci sta» ha detto, mettendo in mostra il solito autoritarismo che lo distingue e ne connoti i comportamenti, condendolo, poi, con un po’ della sua solita spocchia mista a tracotanza: «vado avanti, a prescindere dall’imbecillità di qualche esponente del Pd. Altrimenti la Campania precipita».

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