«Sistema» Caivano, l’ex assessore pentito: così si simulavano i bandi

«Per la manutenzione della rete idrica non ci fu alcuna gara d’appalto, quando ci fu l’annuncio i lavori era già stati ultimati»

Un sistema legato al malaffare e trait d’union tra malapolitica e criminalità organizzata. A svelarne le trame è Carmine Peluso, ex assessore ai Lavori pubblici quando al vertice dell’esecutivo c’era il sindaco Vincenzo Falco. L’arresto di Peluso risale a ottobre, la sua collaborazione con la giustizia è seguita poco dopo. Nei verbali depositati è un fiume in piena.

Partendo dal suo ruolo, quello di «garante» nei rapporti tra le ditte appaltatrici e la camorra. Per conto dei clan avrebbe comunicato alle ditte quali erano richieste, ma si sarebbe anche assicurato che quelle tangenti venissero pagate. Nell’inchiesta che ha colpito Peluso, sono stati coinvolti anche altri due ex consiglieri comunali, Giovambattista Alibrico e Gaetano Ponticelli; poi Armando Falco, Martino Pezzella e l’ex dirigente comunale Vincenzo Zampella. Tra le contestazioni, a vario titolo, ci sono anche il concorso esterno in associazione mafiosa e la corruzione. A parte le estorsioni, ha parlato di come funzionava il sistema delle finte gare d’appalto.

Pubblicità

La gara per la manutenzione a Caivano

La vicenda riguarda l’«assegnazione a una società dei lavori di manutenzione della rete idrica e fognaria delle strade comunali di Caivano». «In relazione a questa gara posso dire che nessuna gara vi fu – afferma Peluso al Pm – in quanto i lavori vennero effettuati prima anche dello stesso impegno di spesa».

«Furono lavori che richiesero alcuni mesi per l’esecuzione, dai cinque ai sette mesi, laddove come può rilevarsi anche dagli atti, risulterebbe che dall’assegnazione della gara alla liquidazione siano passati solo 40/50 giorni – continua Peluso -. Ciò è accaduto perché il titolare dell’impresa era collegato a Zampella, per cui fece i lavori e poi presentò il conto, nel senso che portò il computo metrico una volta eseguiti i lavori senza che sia stato possibile alcun controllo da parte dell’ufficio in ordine alla corretta esecuzione ed alla quantificazione».

Pubblicità

Anche Peluso conosceva quell’imprenditore, tanto che specifica: «Nell’estate del 2021, dopo che l’imprenditore aveva eseguito dei lavori per conto del comune di Caivano, in occasione di una cena, presenti anche i suoi operai, presso un ristorante di Succivo, mi diede 500 euro dicendomi che era un pensiero che faceva «anche a me». Ho ipotizzato – conclude Peluso – ma non ho certezza, che avesse fatto un «pensiero» anche a Zampella. I lavori oggetto di questa «regalia» erano stati assegnati all’impresa con le medesime modalità di quelli successivi, di cui abbiamo appena detto, oggetto della determina del 31 dicembre 2022».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Acerra, chiude la compagna in casa: arrestato mentre guarda il salvataggio

La donna rinchiusa per cinque giorni Si era confuso tra i curiosi, a pochi metri dall’abitazione, mentre i carabinieri liberavano la compagna. Ma i militari...

Famiglia del bosco, la perizia: «Si creino le condizioni per il rientro a casa dei bimbi»

La relazione: «Nessun pregiudizio contro i genitori» La relazione conclusiva sulla «famiglia del bosco» fissa un confine preciso: il procedimento non riguarda una censura astratta...

Ultime notizie

Poker e videogiochi strategici: due mondi diversi, una stessa logica mentale

A prima vista, poker e videogiochi strategici sembrano appartenere a universi molto distanti. Il primo richiama tavoli verdi, carte, puntate e lettura degli avversari;...

Delitto di Garlasco, Marco Poggi: «Sempio? Mi sembra impossibile che sia stato lui»

Il fratello di Chiara chiede tregua per il suo ricordo Per Marco Poggi, il tempo non ha cancellato il peso del 13 agosto 2007. In...

Ospedale di Boscotrecase, riaperto il pronto soccorso dopo anni di stop e proteste

Fico: «Un buon giorno per la sanità pubblica» Dopo gli anni di stop legati alla pandemia, ai tagli dovuti a scelte diverse sulla sanità della...