Bancarotta e riciclaggio nei supermercati: 6 misure cautelari nel Casertano

Due imprenditori sono finiti ai domiciliari

Due imprenditori ai domiciliari e altre quattro raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora, oltre al sequestro di 120mila euro e di due supermercati. È il bilancio dell’indagine della Procura di Napoli Nord e della Guardia di Finanza di Caserta (Gruppo di Aversa) su un sistema di frodi fiscali e riciclaggio messo in piedi da imprenditori operanti nel Casertano nel settore della distribuzione alimentare; nei loro confronti si procede anche per bancarotta fraudolenta distruttiva.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura. La frode fiscale accertata è pari a 337mila euro. Sottoposti agli arresti domiciliari M.P. e F.V., amministratori di diritto e di fatto delle imprese coinvolte, sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora, invece, L.R.K, M.P., P.G. e M.P., anch’essi imprenditori operanti nel settore dei supermercati che concorrevano con i primi nella consumazione degli illeciti in trattazione.

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L’indagine è partita dal fallimento di una società proprietaria di due supermercati. I finanzieri hanno scoperto che gli amministratori avevano svuotato l’azienda di tutti gli asset senza pagare alcuna obbligazione fiscale e con il fine di sottrarli all’esecuzione dei creditori, reimmettendo poi beni e soldi in altre tre società risultate semplici cloni di quella fallita; c’era dunque piena continuità tra le varie compagini societarie. Il passivo verso i credito è risultato di 654mila euro.

Alla fine sono state sequestrate due società-clone – cui è stata contestata la responsabilità amministrativa come conseguenza del delitto di auto-riciclaggio commesso dai vertici – con due supermercati, la cui attività però non è stata fermata e proseguirà con un amministratore nominato dal gip.

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