Occupazione abusiva: sequestrato il porto turistico di Lacco Ameno

Il sindaco: «Salvaguardare la stagione turistica»

La Capitaneria di Porto di Ischia ha provveduto stamattina al sequestro del porto turistico di Lacco Ameno su disposizione della Procura di Napoli. Gli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo ischitano hanno apposto i sigilli all’intera marina isolana, compresa la banchina dei megayacht, in grado di ospitare oltre 300 imbarcazioni. L’approdo turistico lacchese è da anni al centro di una complessa vicenda giudiziaria che vede contrapposti da un lato il più piccolo dei comuni isolani e dall’altro la società di gestione privata della marina.

Occupazione abusiva di area demaniale: è questa la motivazione che ha spinto la Procura della Repubblica di Napoli a disporre il sequestro. Nel provvedimento, disposto dal gip Linda Comella su richiesta del pubblico ministero Vanacore, si legge infatti che gli uomini dalla Capitaneria di Porto di Ischia, coordinata dal tenente di vascello Antonio Magi, hanno appurato «l’occupazione abusiva di area demaniale marittima ad opera della Marina di Capitello scarl, affidataria della gestione dell’approdo turistico».

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Secondo la ricostruzione dei giudici, che hanno iniziato ad indagare sulla vicenda a seguito di una denuncia presentata due anni fa da un consigliere comunale di Lacco Ameno «la concessione concessa, nell’ambito di una operazione di project financing, originariamente fino al 9.6.2021, veniva estesa al 29-06-2022, ovvero al novantesimo giorno successivo alla scadenza dell’emergenza Covid. Dunque, ad oggi la società Marina di Capitello continua ad occupare, benché ormai senza titolo, la fascia di demanio marittimo descritta nel porto di Lacco Ameno, con conseguente realizzazione di profitto Illecito per la gestione delle unità da diporto ivi collocate».

L’appodo affidato al primo cittadino

Per disposizione della Procura attualmente l’approdo turistico sequestrato è stato affidato al sindaco di Lacco Ameno in qualità di custode giudiziario e contemporaneamente è stata disposto, entro 15 giorni, lo sgombero di tutti gli spazi occupati.

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Sulla vicenda il primo cittadino Giacomo Pascale, ha dichiarato: «Il Tribunale emette il provvedimento di sequestro delle aree poiché ritiene che l’attuale società di sub concessione le occupi senza titolo. Confido però, sin da ora, nella collaborazione di tutti gli enti coinvolti, dalla Procura alla Capitaneria di Porto, affinché affianchino il comune nelle attività da svolgere per l’interesse pubblico: dobbiamo comunque salvaguardare la stagione turistica che a brevissimo partirà»

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