Dichiarato il fallimento della Gazzetta del Mezzogiorno, il giornale in edicola regolarmente

La sezione fallimentare del Tribunale di Bari, ha dichiarato il fallimento delle società Mediterranea (proprietaria) ed Edisud, (editrice) della testata Gazzetta del Mezzogiorno. I giudici, inoltre, hanno concesso a entrambe le società l’esercizio provvisorio, così come chiesto dal procuratore aggiunto Roberto Rossi con i sostituti Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio che coordinano l’inchiesta sulla situazione debitoria di entrambe. Dagli accertamenti della Procura di Bari, Mediterranea ed Edisud avrebbero accumulato complessivamente debiti per circa 50 milioni di euro.

Conte: «Gazzetta del Mezzogiorno ha attenzione costante»

La notizia della dichiarazione di fallimento della Gazzetta Del Mezzogiorno, la storica testata pugliese con oltre 130 anni di attività, è arrivata fino a Villa Doria Pamphilj a Roma dove sono in corso gli Stati Generali dell’economia. Il segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso, ne avrebbe riferito al presidente del Consiglio, Conte che, ovviamente, come sempre «ha assicurato che la Gazzetta Del Mezzogiorno ha l’attenzione costante del presidente del Consiglio e che il Governo è già impegnato per salvaguardare la testata e l’occupazione»

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«Al momento la concessione a Mediterranea ed Edisud dell’esercizio provvisorio, assicura ad entrambe la continuità dell’attività di impresa e, quindi, consente la regolare uscita del giornale». Lo fa sapere lo stesso quotidiano sul proprio sito internet. I giudici (il collegio è stato presieduto dalla dottoressa Raffaella Simone) hanno, inoltre nominato i curatori per le due società: Michele Castellano e Gabriele Zito per Edisud; Paola Merico e Rosario Marra per Mediterranea (la società è anche proprietaria dell’immobile della sede di via Scipione l’Africano e concessionaria per la raccolta pubblicitaria).

«La prosecuzione dell’attività imprenditoriale, è finalizzata all’esclusione del danno grave per i dipendenti e la comunità che usufruisce dei servizi editoriali – scrive il giudice Simone, estensore della sentenza di Edisud – potrebbe risultare non negativa anche per i creditori, potendosi fondatamente presumere che l’interruzione dell’attività riduca il valore del complesso aziendale, che, in costanza di esercizio, potrebbe essere più favorevolmente collocata sul mercato».

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